NOVITA’ ED EMENDAMENTI – La “voluntary disclosure” ha ripreso il cammino in Parlamento con molte novità e molti emendamenti. Oltre a quelli presentati dal governo (vedi notizia) ne emergono anche alcuni che prevedono una forma di “saldo” e pagamenti a rate. Uno sconto del 50% delle somme dovute per il rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero affiancato al saldo integrale delle sanzioni che, però, potrà infatti essere effettuato in tre rate a patto che non ne sia saltata nemmeno una.
I DETTAGLI – Questa la proposta di modifica presentata al ddl sul rientro dei capitali, al vaglio della Commissione finanze della Camera, dal presidente della VI Commissione di Montecitorio, Daniele Capezzone (Fi). Nel dettaglio, la proposta prevede che, al fine della realizzazione della procedura di collaborazione volontaria, colui che aderisce possa versare, nella misura ridotta del 50%, le somme dovute in base all’avviso di accertamento ricevuto entro il termine per la proposizione del ricorso o, in alternativa, l’importo dovuto in base all’accertamento con adesione entro venti giorni dalla redazione dell’atto, oltre a versare le somme dovute in base all’atto di contestazione o al provvedimenti di irrogazione delle sanzioni per la violazione degli obblighi di dichiarazione per chi detiene somme di denaro all’estero.
ESENZIONE DALL’OBBLIGO DI SEGNALAZIONE DI OPERAZIONI SOSPETTE – La proposta a firma Capezzone prevede anche che la procedura di voluntary disclosure possa essere attivata fino al 30 settembre del prossimo anno e che i professionisti e consulenti che assistono il contribuente siano esentati dall’obbligo della segnalazione di operazioni sospette limitatamente all’esame della posizione giuridica del cliente e all’assistenza nell’intera procedura.
UNA PARTITA GIOCATA SU PIU’ FRONTI – La partita parlamentare sul rientro dei capitali verrà giocata su più fronti. Da un lato, infatti, la proposta del presidente Capezzone, dall’altro lato la posizione espressa a più riprese dal relatore al testo Giovanni Sanga (Pd) che, a più riprese, ha fatto presente come “l’orientamento del governo è quello di non apportare alcuno sconto in merito alle imposte, ma solo sulle sanzioni”. Ad oggi, quindi, il punto di convergenza sta nel volere alleggerire le conseguenze penali a cui potrebbero andare incontro i professionisti nel caso in cui collaborassero con i loro clienti.