TROPPE NOTIZIE NEGATIVE PER WALL STREET – La crisi del Banco Espirito Santo, l’incertezza sulle future mosse della Federal Reserve e sulla tenuta della crescita, quanto meno in termini di margini e utili aziendali, la tensione in crescita in Medio Oriente dove Israele si prepara a mobilitare 20 mila uomini per un’azione di terra contro i territori palestinesi di Gaza: tutto oggi congiura contro i mercati finanziari ed in particolare Wall Street, rimbalzata ieri e ancora molto vicina ai massimi storici e dunque più esposta a prese di profitto anche robuste. Dopo un’ora di lavoro il Dow Jones cede lo 0,69%, l’S&P500 è in calo dello 0,72%, il Nasdaq perde l’1,08% mentre le small cap del Russell 2000 arretrano dell’1,84%.
TENGONO I DIFENSIVI, MALE HOME DEPOT – Tra le blue chip americane resistono in terreno positivo difensivi come Wal-Mart, Procter & Gamble e Coca-Cola, mentre sono in netto calo Home Depot, Nike, Goldman Sachs, ma anche Exxon Mobile e UnitedHealth Group. I T-bond, aiutati dalla liquidità in uscita dall’azionario ed in cerca di parcheggi sicuri, vedono il rendimento sul decennale calare sul 2,51% e quello sul trentennale sul 3,34%. L’oro sale a 1341,40 dollari l’oncia (12,8 dollari più di ieri), l’argento risale sui 21,52 dollari (35 centesimi di guadagno) ed il petrolio resta sui 102,19 dollari, attorno ai livelli della precedente chiusura.