TRATTTATIVE A UN PUNTO MORTO? – Sembrava potesse giungere nella notte, invece le trattative tra Grecia e creditori internazionali non solo non hanno portato ad alcun accordo, ma sembrano essersi nuovamente arenate, mentre le posizioni di entrambe le parti vanno irrigidendosi sebbene ormai dopo mesi di colloqui le distanze dovrebbero essere ridotte. Di fatto tuttavia non è così dato che i creditori hanno giudicato troppo legati a incrementi di tasse e troppo poco a tagli di spesa le ultime proposte presentate da Atene, oltre che poco incisive le riforme sulle pensioni, mentre non vi è ancora intesa sul fatto di includere o meno anche una ristrutturazione del debito tra le misure da sottoscrivere da ambo le parti.
ACCORDO VA TROVATO ENTRO SABATO – Così Angela Merkel e gli altri capi di governo riuniti ieri a Bruxelles hanno chiesto ai rispettivi ministri delle Finanze di riprendere i lavori dell’Eurogruppo domani e trovare una soluzione definitiva che dunque non potrà venire neppure oggi dal Consiglio d’Europa che prosegue su altri temi che non la Grecia. Quella di domani sembra in ogni caso essere l’ultima data utile per evitare un possibile default se martedì prossimo, il 30 giugno, Atene non avrà già visto sbloccati gli ultimi 7,2 miliardi di euro di aiuti previsti dall’attuale bailout, necessari tra l’altro a rimborsare per tale data 1,5 miliardi di aiuti del Fmi.