E’ bastata una lettera agli azionisti dell’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, nella quale annunciava un taglio delle stime dei ricavi a 84 miliardi di dollari, per far crollare il titolo della mela a Wall Street. Un tonfo di quasi il 10%. Il gigante hi tech di Cupertino, dopo aver raggiunto i mille miliardi di dollari di quotazione in Borsa a ottobre, in questi mesi ha bruciato 446 miliardi. L’accetta sui ricavi deriva dalla frenata sul mercato cinese. Dove le vendite dell’iPhone sono state inferiori alle attese. Per Cook l’incertezza sui mercati finanziari pare aver contagiato i consumatori, erodendo i traffici nei negozi Apple e tra i partner cinesi.
Le borse mondiali vedono dietro il tracollo della mela le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, oltre a un allarme di peggioramento per l’economia globale. Così i principali listini europei sono andati giù, Milano compresa che ha perso lo 0,6%. E anche lo spread ha ripreso quota in area 270 punti. Il Nasdaq fa -3% e il Dow Jones -2,8%. Ne beneficiano i beni rifugio con acquisti su oro, yen e Bund.