A cura di Juan Nevado, Team multi-asset di M&G Investments
Negli ultimi giorni e settimane abbiamo assistito a brusche oscillazioni su buona parte dei mercati delle obbligazioni e delle valutazioni. Fino a pochi giorni fa, i rendimenti obbligazionari stavano avanzando ad una velocità allarmante più o meno in tutta l’Europa continentale (ad eccezione di Svizzera e Svezia), negli Stati Uniti e Regno Unito, facendo temere un’imminente tempesta sui mercati dei bond.
Al contempo, anche i mercati delle valute stavano registrando sedute vivaci. Martedì 19 maggio, sulla prima pagina del Wall Street Journal troneggiava il titolo “Investors Pull Back on Bets Against the Euro” (Gli Investitori Ritirano le Scommesse Contro l’Euro), citando che il venerdì precedente l’euro aveva toccato una massima di 10 settimane. Alcuni investitori stavano di conseguenza chiudendo le posizioni corte sull’euro avviate all’inizio dell’anno. Tuttavia, a fine seduta di mercoledì 20 maggio, l’euro era scivolato di oltre il 3% sul dollaro rispetto a quel venerdì (si veda grafico 1).
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