A cura di Paul Markham, gestore azionario globale di Newton Im (BNY Mellon)
La Banca Popolare Cinese ha indebolito lo yuan sino a livelli minimi. In passato questo sarebbe stato interpretato come uno stimolo per rintuzzare la crescita; ma stavolta i mercati temono che la Banca Popolare abbia preso tale decisione sulla base di dati poco confortanti circa lo stato dell’economia. L’andamento degli indici PMI è deludente, non solo in Cina ma anche negli Stati Uniti. La preoccupazione generale è che l’economia globale stia rallentando, e che Pechino stia al tempo stesso anticipando tale fenomeno e reagendo ad esso.
Le preoccupazioni sull’economia cinese non sono infondate. Il Paese è nel mezzo di una fase di ristrutturazione e di transizione verso una crescita guidata dai consumi domestici. C’è anche un eccesso di debito nel sistema bancario che condiziona il settore finanziario.
Per quanto riguarda l’outlook sulle Borse, crediamo sia troppo presto per interpretare il cattivo inizio del 2016 come il segnale di un anno problematico. Nondimeno, è vero che solo un numero ristretto di società è risultato vincitore sui listini azionari, con alcune large cap in testa. Crediamo che gli stimoli delle Banche Centrali abbiano sempre meno effetto sull’economia reale; questo, insieme ai timori legati al rialzo dei tassi negli USA, potrebbe stare ad indicare un anno difficile per i mercati.