Brexit, le misure della Bns saranno sufficienti?

A cura di Yann Quelenn, analista di Swissquote

La Banca Nazionale Svizzera sta espandendo a grandi passi il suo bilancio nello sforzo di contenere le pressioni al rialzo sul franco: la somma dei depositi a vista è aumentata significativamente (+6,3 miliardi di franchi) la scorsa settimana portando il totale a 507,5 miliardi. Riteniamo che le dimensioni raggiunte dal bilancio della banca centrale, equivalente a oltre il 100% del Pil nazionale, siano estremamente preoccupanti senza considerare il fatto che il ritmo degli aumenti non è mai stato così veloce come ora almeno dall’abbandono del peg nel gennaio 2015.
In tale contesto, crediamo che nè l’applicazione di tassi negativi nè gli interventi sul forex a mercato aperto possano ritenersi misure sufficienti per alleviare le pressioni create da condizioni economiche e di mercato assai incerte. Pertanto il franco svizzero continuerà la sua corsa al rialzo soffrendo del suo status di bene rifugio, rimanendo largamente sopravvalutato e accompagnato da continue spinte deflazionistiche (in quanto non riteniamo che l’attuale politica monetaria sia in grado di produrre inflazione).
La Banca nazionale svizzera rimane inotre in allerta sul fronte politico, mettendo in conto ulteriori sfilacciamenti dall’Unione di altri Paesi europei con tutte le possibili conseguenze di un’ulteriore disgregazione. Si tratta di eventi le cui probabilità di realizzazione sono purtroppo in crescita: la Finldandia ad esempio ha già lanciato una petizione per sondare gli umori dei suoi concittadini circa una fuoriuscita dalla Ue. Per tutti questi motivi riteniamo che la banca centrale di Berna abbia in serbo il dispiegamento di ulteriori e più significative misure atte a controbilanciare i rischi a protezione della sua moneta e della sua economia.