Etf Securities ritiene che la Federal Reserve abbia commesso un errore nella sua politica. Dopo aver alzato i tassi per la prima volta in nove anni si è trattenuta dall’attuare ulteriori rialzi nel 2016, assecondando così le attese del mercato. La Fed si sta concentrando sulla forza dei fondamentali domestici, come la solidità del mercato del lavoro o le crescenti pressioni inflazionistiche, ed è riluttante a discostarsi in modo eccessivo dalle altre banche centrali, che però si trovano ancora in una fase di alleggerimento.
“Il rischio di attendere troppo a lungo per rialzare ulteriormente i tassi crea incertezza – ha affermato James Butterfill, Head of Research and Investment Strategy di Etf Securities – una simile situazione potrebbe compromettersi in un “circolo vizioso”, con i mercati in agitazione per le decisioni della banca centrale e la Fed che si preoccupa per la volatilità del mercato. Questo è un aspetto che non rientra negli obiettivi del suo mandato”.
“La tendenza di crescita del PIL reale indica che chiaramente che la crescita economica americana è solida. Nonostante il percorso di crescita del PIL reale non sia altrettanto robusto come nei livelli pre-crisi, non vediamo sono segnali di un rallentamento. Un simile trend di crescita giustifica quindi una politica monetaria più restrittiva. Senza un controllo monetario, anche graduale, sulle pressioni inflazionistiche le prospettive d’inflazione rischiano di diventare così incerte da essere in futuro governate solo con aggressivi rialzi dei tassi. Riteniamo che l’attuale linea sui rialzi dei tassi non sarà sufficiente a tenere sotto controllo i prezzi e potrebbe costringere la Fed a una politica più restrittiva in un momento successivo del ciclo. Ciò potrebbe condurre a ulteriori conseguenze non volute”.
Conseguenza sui mercati: è probabile che una ripresa economica globale sostenga i prezzi dei metalli preziosi industriali (argento, platino e palladio) Il calo dei metalli preziosi industriali a cui abbiamo assistito dal 2011 è in parte da attribuire a una più mitigata domanda cinese, adeguatasi al minore ritmo della crescita economica. L’argento, il platino e il palladio, comunque, hanno iniziato la ripresa quest’anno, con rialzi del 14%, dell’11% e del 7% rispettivamente*, e prevediamo che la domanda di questi metalli possa continuare, considerato che la produzione industriale cinese sembra aver trovato una base. Tutti e tre questi metalli, inoltre, sono stati in deficit per quanto riguarda le forniture negli ultimi tre anni. L’80% del platino e circa il 40% del palladio sono prodotti in Sud Africa e con il calo della svalutazione del Rand e i tagli alle attività da parte delle compagnie aurifere, i deficit delle forniture per questi metalli potrebbero aumentare.
La politica delle banche centrali continua a esercitare un’influenza positiva sull’oro Insieme alla Swedish Riksbank, Danish National Bank, Swiss National Bank e alla Bank of Japan, la BCE ha adottato una politica di tassi di interesse negativi (NIRP). Riteniamo che questa politica monetaria, sia essa in termini nominali o reali, sia positiva per i prezzi dell’oro. I dati storici suggeriscono che esista una relazione tra i tassi di interesse negativi e il prezzo dell’oro. Il metallo giallo è cresciuto di oltre il 15% da inizio anno e potrebbe aumentare ulteriormente con il rialzo dell’inflazione americana.
Il sentiment sui mercati emergenti migliora Mentre i mercati emergenti (EM) sono stati depressi per un certo periodo, il pessimismo intorno a essi crediamo sia eccessivo. Gli investitori vengono sovracompensati per il rischio creditizio dei mercati emergenti e ciò rappresenta un’opportunità di acquisto. Lo spread dei rendimenti delle obbligazioni dei mercati emergenti rispetto ai Bund è stato al 4.6% e i rendimenti dei bond dei mercati emergenti mostrano minore volatilità rispetto ai bond high yield americani. I rendimenti in numerosi mercati monetari, di contro, sono intorno allo 0%, e gli spread sui rendimenti delle obbligazioni corporate investment grade americane rispetto ai bund si trovano al 3.1%. L’investimento nei bond dei mercati emergenti resta interessante nella nostra view poiché le valutazioni sembrano economiche.
Un rialzo nella domanda di bond dei mercati emergenti avrà inoltre un effetto positivo sulle rispettive valute. I mercati emergenti sono un gruppo eterogeneo. Con la premessa che i flussi di investimento cercano rendimenti nelle economie ad alta crescita e bassa inflazione, le valute dell’Asia emergente sembrano trovarsi nella posizione migliore per un rafforzamento nel 2016. Esse comunque sembrano sopravvalutate e da un punto di vista delle valutazioni preferiamo i Paesi europei emergenti, poiché essi hanno livelli relativamente bassi di debito rispetto alle controparti dell’Asia e dell’America Latina.
Il recente sell-off del mercato azionario evidenzia un’opportunità nella sicurezza informatica La sicurezza informatica ha una posizione migliore rispetto alla tecnologia nel suo insieme, poiché il sottosettore trae beneficio da un flusso di entrate più diversificato, grazie a un’ampia gamma di prodotti apprezzati da una vasta customer base. Gli attacchi informatici stanno crescendo a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 66% dal 2009, e stanno diventando profittevoli per le società di sicurezza informatica.
Il calo del mercato azionario globale dall’inizio del 2016 non ha risparmiato i titoli della sicurezza informatica, ma porta le relative valutazioni rispetto al settore tecnologico verso la loro media storica, più bassa rispetto al price to earnings (P/E) di 70x osservato a dicembre 2015.
I beta dei titoli della sicurezza informatica sono bassi e permettono agli investitori di ottenere esposizione a uno dei segmenti tecnologici in più rapida crescita con un rischio relativo contenuto. L’investimento record del mercato nelle attività di rifinanziamento delle società di questo settore nel 2015 è già in sè un segnale di ottimismo
Crescono i flussi dell’industria degli ETP Il report preliminare sull’industria globale degli ETF ed ETP di marzo 2016 effettuato da ETFGI evidenzia la notevole performance di ETF Securities dall’inizio dell’anno: la società ha raccolto 2.11 miliardi di dollari americani, ottenendo la seconda maggiore quota di afflussi sugli ETP in Europa.
Mark Weeks, CEO at ETF Securities ha commentato: “Durante il primo trimestre del 2016 abbiamo osservato forti afflussi nell’ampia gamma dei nostri prodotti in Europa, fra cui 2.06 miliardi di dollari americani nel complesso delle materie prime, dei quali 1.56 miliardi nell’oro. Insieme alla nostra approfondita attività di ricerca e all’impegno per l’educazione degli investitori, ciò rafforza la nostra posizione di leader negli ETP specializzati in Europa. “Come sottolineato nell’Outlook, riteniamo che, nonostante le recenti turbolenze del mercato, continuino ad esistere interessanti opportunità per gli investitori e continuiamo a lavorare con impegno, spesso in partnership con terze parti leader, per rendere disponibili queste opportunità nelle commodities, nei cambi, nelle azioni tematiche e nel reddito fisso fondamentale a tutti gli investitori europei.”