A cura del team di gestione di Intermonte Advisory
Peggiora la situazione macro in Italia Dopo un 1° trim che aveva fatto ben sperare, soprattutto sul lato consumi, gli ultimi dati mostrano un rallentamento sia della parte investimenti che dal lato consumi. Le stime di consensus sul PIL post-Brexit sono già scese molto ma ci preoccupa il generale peggioramento delle condizioni macro in quanto la ripresa economica è, già dalla seconda meta del 2014, uno dei nostri principali driver di investimento per il mercato italiano.
Rotazione settoriale continua il rimbalzo del mercato post Brexit è stato guidato soprattutto dai finanziari, ma in maniera poco convinta, a scapito soprattutto del settore oil. Ribadiamo la ns idea che per un rialzo più sostenuto del mercato ci deve essere la partecipazione anche dei settori «ritardatari».
Il terrorismo aumenta la mancanza di leadership politica in Europa dopo il fallimento di Brexit facciamo ancora più fatica a vedere un disegno comune per affrontare i tanti problemi. Il principale problema al momento sembra essere la lotta al terrorismo. Unico elemento positivo potrebbe essere una maggiore flessibilità sulla disciplina di bilancio.
Sulle banche individuato un problema ne compare subito un altro gli esiti dello stress test hanno dato la certezza che il sistema bancario italiano dovrà raccoglier circa Eu10mld di capitale (tra MPS e Unicredit) nei prossimi mesi, pari a circa il 20% del flottante del settore. La BCE ha chiesto a MPS di aumentare la copertura degli incagli (e non solo delle sofferenze) alzando ulteriormente l’asticella per il sistema bancario, in un continuo accanimento regolatorio.
La direzione delle stime rimane fondamentale a luglio le stime hanno ripreso a scendere dopo una breve pausa. La direzione delle stime (ora prevista in calo per il 2016) rimane per noi un driver fondamentale per il nostro mercato. In quest’ottica la stagione dei risultati in corso ci sta offrendo qualche spunto positivo soprattutto sui settori utilities, industriali e consumer.
Contrazione dei multipli su società a alti multipli e a rischio taglio stime questo è un tema che sta funzionando e che rimane per noi centrale. Lusso e asset manager sono i settori più a rischio in quest’ottica.
I dividendi restano attraenti l’ulteriore rally delle obbligazioni corporate e la compressione dei rendimenti su tutti i bond indotta dalle politiche espansive delle banche centrali continua a beneficiare i titoli a alto dividendo.
Attenzione all’M&A continuiamo a ritenere che l’attuale regime di tassi eccezionalmente bassi continuerà a spingere l’M&A, soprattutto tra società di medie dimensioni. Riteniamo che un «portafoglio M&A» di società con buoni fondamentali dovrebbe trovare spazio in un asset allocation su azioni italiane.
Più micro che macro a agosto agosto sarà caratterizzato dal prosieguo della reporting season mentre non sono attesi particolari eventi macro. A fine mese ci sarà il tradizionale meeting di Jackson Hole con possibili interventi dei banchieri centrali (che l’anno scorso avevano disertato anche per colpa dello scoppio della crisi cinese).
Eventi principali per il mercato italiano la stagione dei risultati in Italia si concentrerà nei primi 10 giorni del mese. Il 12 agosto sarà pubblicata la stima preliminare di PIL per il 2° trim (che speriamo confermi il buon dato del 1° trim) e a metà mese è atteso il pronunciamento della consulta sul referendum costituzionale, per il quale la data sembra essere spostata verso fine novembre.
Più micro che macro, almeno nella prima metà del mese nella prima parte del mese restiamo focalizzati sui risultati che stanno portando alcune significative soprese a livello di performance operative e anche a qualche revisione al rialzo di stime (al di fuori del comparto finanziario), con beneficio diretto sulla performance dei titoli.
Possibile rotazione dollaro-petrolio nel breve? dopo essersi rafforzato subito dopo Brexit in area 1.10, ci aspettiamo un rialzo tassi da parte della FED più a dicembre (cioè dopo le elezioni) che a settembre percui nel breve il $ potrebbe consolidare. Questo potrebbe beneficiare la correlazione inversa con l’oil, che ha già perso 10$ dai max di giugno tornando vicino ai 40$.
Banche: «better to travel than to arrive» dopo il rally di luglio post crollo Brexit siamo arrivati neutrali sull’evento stress test e ora fatichiamo a ritornare particolarmente costruttivi sul settore che comunque chiederà Eu10/12 mld al mercato con aumenti di capitale nei prossimi mesi. I fondamentali rimangono sotto pressione e la pressione regolatoria non accenna a calare percui il settore rimane con un sottopeso strutturale nei portafogli, con opportunità solo in ottica di trading.
Qualche scommessa ciclica, meglio se fuori dall’Italia qualche titolo ciclico, maggiormente esposto a economia USA o globale, sta dando qualche segno di risveglio, confortato anche da buone trimestrali.
Ancora dividend play e M&A in questo scenario di tassi bassi a lungo i titoli ad alto dividendo con buona visibilità rimangono per noi attraenti, in quanto vediamo un eventuale rischio di rialzo tassi (soprattutto in USA) più spostato sul fine anno. In quest’ottica il nostro sovrappeso su utilities a alto dividendo rimane confermato. Lo stesso vale per titoli con potenziale M&A.
Agosto è un mese statisticamente neutro la statistica ci dice che agosto è un mese statisticamente «neutro» per il mercato: 9 mesi di performance positiva negli ultimi 18 anni (o 5 negli ultimi 10). Il 2016 si sta prospettando già come un altro «annus horribili» per il mercato italiano che si sta perdendo il treno del ribasso tassi e quello della ripresa ciclica nel mondo. Confidiamo in una stagione dei risultati discreta e magari in una buona stagione turistica che possa sostenere nel breve la macro Italia. Per il resto se valutazioni e direzione degli utili non danno particolare supporto, monitoriamo con attenzione possibili eventi macro che possano riportare l’attenzione degli investitori verso il mercato italiano (e che al momento fatichiamo a vedere…).