Azionario: mantenere un approccio difensivo

A cura di Axa Im
La nostra strategia di investimento in azioni regionali conserva un approccio difensivo a fronte della nostra prudenza sulle azioni globali. Preferiamo gli Stati Uniti all’Eurozona per diversi motivi:
(1) una posizione macroeconomica relativamente solida;
(2) la sua natura difensiva in scenari di mercato avversi;
(3) il valore relativo rispetto all’Area Euro in un contesto rettificato in base ai dati storici settoriali,
(4) tail risk politici inferiori in considerazione del referendum in Italia. In aggiunta e nonostante le elezioni, gli Stati Uniti conservano una condizione di “porto sicuro” e offrono sicurezza nelle fasi di debolezza globale, anche quando si trovano alla radice del problema.
Se consideriamo il divario delle valutazioni storiche, l’Europa non è particolarmente conveniente rispetto agli Stati Uniti. Il mercato americano presenta inoltre condizioni migliori in termini di redditività e leva finanziaria.
L’attività economica debole e in rallentamento mina le prospettive di utile in Giappone poiché la banca centrale sembra stia facendo qualche passo indietro rispetto alla politica accomodante. La crescita degli utili in Giappone resta problematica a fronte dei ricavi stagnanti e della contrazione dei margini. Lo yen si è rivalutato di oltre il 15% da inizio anno e continuerà a gravare sulle esportazioni. Conserviamo una posizione sottopesata in azioni giapponesi.
Confermiamo le prospettive neutrali per il Regno Unito. Siamo però ancora preoccupati per i tail risk della Brexit e le sue implicazioni nel lungo periodo. In termini settoriali, non gradiamo l’esposizione massiccia in materie prime, anche se la sterlina debole e la politica accomodante della Banca d’Inghilterra restano fattori molto positivi. In Svizzera, il mercato ci sembra leggermente costoso e nell’immediato futuro sarà trainato da fusioni e acquisizioni. La natura difensiva del mercato svizzero, la sua esposizione sui ricavi globali e la composizione settoriale interessante dovrebbero pagare nel lungo periodo.
Nei mercati emergenti manteniamo un approccio nel complesso neutrale. Nonostante l’accelerazione della crescita e il raffreddamento dell’inflazione, restano le preoccupazioni per la leva corporate e i problemi strutturali in diversi mercati. In questa asset class, manteniamo le posizioni regionali e conserviamo la posizione sovrappesata nei paesi emergenti in Asia, la posizione sottopesata in America latina e nei mercati emergenti della regione EMEA.
La recessione sta gravando sugli utili di grandi paesi come Brasile e Russia e riteniamo che i mercati abbiano scontato una ripresa estremamente ottimista. La capacità di offrire sostegno in termini di politica monetaria e fiscale crea una macro rete di sicurezza che rappresenta un fattore importante per distinguere tra l’Asia e altre regioni emergenti. Il mercato scambia anche su multipli di utile più convenienti nei mercati emergenti, con una redditività superiore, presenta stime di crescita credibili e utili relativamente positivi.

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