L’oro beneficia del risk off dei mercati

A cura di Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di  Swissquote
 
I colpi sferrati nella corsa alle Presidenziali americane hanno letterlamente spazzato via ogni risk appetite. Per prima cosa, la notizia di un vantaggio di Trump nei sondaggi ci porta a credere che i mercati siano accondiscendenti ma sottostimino le reali implicazioni di una vittoria repubblicana. Wall Street ha inanellato la sua settima perdita consecutiva scivolando al di sotto della soglia psicologica dei 2100 punti e anche il nostro basket di valute si è subito mostrato reattivo registrando forte domanda di  dollari e yen e vendite su peso messicano e dollaro canadese, confermando che il mercato forex aumenterà la propria volatilità da qui fino alla conclusione della campagna elettorale.
Per quanto riguarda le materie prime, l’oro continua a beneficiare dell’avversione al rischio mentre gli interessi speculativi sul petrolio rendono ancora più difficile sciogliere le posizioni lunghe su questo asset. Nonostante la Fed abbia mosso un ulteriore passo verso un rialzo dei tassi a dicembre, noi siamo dell’avviso che vi sarà una decelerazione ciclica dei dati macroeconomici americani tale per cui la banca centrale non potrà più proseguire verso una politica monetaria restrittiva nel corso del prossimo anno.
Volgendo lo sguardo alla Gran Bretagna, la Corte Suprema ha stabilito che il Governo May può iniziare il processo di abbandono della Ue passando prima per un voto parlamentare. In tale situazione, l’Esecutivo inglese si appellerebbe alla Corte Suprema che discuterebbe il caso il 7-8 dicembre. Aldilà del risultato, si tratta di un evento in grado di aggiungere ulteriore incertezza ad una situazione di per sè già estremamente complessa e complicata. Continuiamo a ritenere che sussistano opportunità di acquisto a breve termine sulla sterlina nonostante il caos creato dalla Brexit, che benchè riesca a catturare i titoli dei giornali nel concreto non ha ancora procurato alcun risultato tangibile.
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