Stabilità dell’Eurozona e titoli di Stato, l’outlook di Bny Mellon

Di Paul Brain, Head of Fixed Income di Newton Investment Management (Bny Mellon)

Il risultato del referendum in Italia rappresenta un altro importante voto di protesta da parte di un elettorato scontento. Gli italiani hanno respinto con convinzione la riforma costituzionale che era supportata dal Primo Ministro ora dimissionario. Gli eventi odierni porteranno alla formazione di un governo ad interim che rifletta la stessa compagine di partiti ora al potere, ma senza la partecipazione di Matteo Renzi. Aumenta in ogni caso la probabilità di un’elezione anticipata entro pochi mesi.

L’incertezza politica nel nuovo scenario renderà difficile per le banche italiane ricapitalizzarsi (e alcune di esse hanno disperatamente bisogno di capitali freschi) e aumenta la possibilità di un’ascesa di partiti anti-establishment alle prossime elezioni. La moneta unica potrebbe essere minacciata e i titoli di Stato italiani si dimostreranno volatili.

Ciò detto, il risultato del referendum era ampiamente anticipato dai mercati e molti investitori internazionali erano già coperti tramite posizioni short contro questo tipo di movimenti. Bisogna anche tenere conto del fatto che la BCE proseguirà nei propri piani di stimoli monetari in supporto dell’Unione Europea. Infine, l’idea di un’uscita dall’euro gode ancora di un consenso limitato in Italia, nonostante il voto di protesta al referendum. Pertanto, possiamo per il momento ignorare chi già prevede un’imminente dipartita dell’Eurozona.

In sintesi, diversamente dalla Brexit e dalle elezioni negli USA, gli investitori sono meglio posizionati per l’esito del referendum italiano, anche se le implicazioni di lungo periodo legate all’ascesa dei partiti anti-establishment aumentano l’incertezza sugli sviluppi futuri”.