A cura di Arnaud Masset, analista di Swissquote
La reazione dei mercati alla vittoria di Trump può essere paragonata a ciò che è successo immediatamente dopo la Brexit. Gli investitori hanno dismesso in prima battuta i titoli con profili di rischio più elevato per riversarsi sui cosiddetti beni-rifugio. E come ogni reazione dettata dal panico il mercato ha poi rapidamente fatto marcia indietro con l’eurodollaro di ritorno a 1,1060 dopo aver toccato 1,13 nei primi scambi europei.
Anche il Peso messicano (al momento ancor l’asset più venduto) ha ripreso parte del terreno perduto, ciò nondimeno crediamo che le pressioni sulla moneta messicana non cesseranno fino a quando non si conosceranno le reali intenzioni politiche del nuovo Presidente e in particolare se darà seguito a quanto promesso in campagna elettorale per ciò che riguarda il Messico e la rinegoziazione dei trattati internazionali.
Gli unici listini in territorio positivo sono quello svizzero e quello russo anche se per differenti motivi: Zurigo è sostenuta dalla ripresa del settore farmaceutico, che la scorsa settimana avevano registrato forti movimenti al ribasso a causa di una possibile vittoria di Hillary; il mercato russo invece raccoglie fiducia dagli investitori sulle prospettive di un miglioramento delle relazioni Usa/Russia