A cura di Gérald Moser, Head of Equity Strategy, Credit Suisse
Le azioni globali stanno evidenziando un movimento laterale da metà luglio, muovendosi all’interno di un range ristretto del 3%. Si tratta in realtà del range su 3 mesi più piccolo per le azioni globali degli ultimi 30 anni.
Le previsioni sugli utili sono eccessivamente ottimiste Continuiamo a ritenere che le azioni supereranno verosimilmente tale range al ribasso per diverse ragioni:
1) Il supporto delle banche centrali, con ogni probabilità, diminuirà e la flessione dei rendimenti obbligazionari, che ha sospinto al rialzo le azioni nel corso dell’estate, probabilmente subirà un’inversione di tendenza.
2) Mentre la stagione degli utili per il 3T 2016 è iniziata relativamente bene negli USA, le previsioni sugli utili per il 2017 sono verosimilmente troppo ottimistiche. Con un background macroeconomico simile a quello degli ultimi anni, è difficile prevedere che improvvisamente la crescita degli utili passi al 12%, come suggerito attualmente dalle previsioni di consenso. Il rimbalzo dei prezzi del petrolio fornirà un certo grado di crescita per il settore energetico. Ciononostante, escludendo una crescita degli utili di 2,5 punti percentuali stimati in tale settore, riteniamo inverosimile che il mercato nel suo complesso evidenzi un rialzo degli utili del 9,5%, in particolare poiché, con ogni probabilità, la pressione sui margini è destinata ad accentuarsi per via dei maggiori costi di finanziamento e della manodopera.
3) In assenza del sostegno delle banche centrali e senza ulteriori flessioni dei rendimenti obbligazionari, le valutazioni stanno cominciando ad apparire care, in particolare se le previsioni sugli utili verranno riviste al ribasso. Qualora la crescita degli utili dovesse raggiungere il 6% nel 2017 anziché il 12,5%, come da previsioni attuali, il P/E forward su 12 mesi per le azioni globali si attesterebbe a 16.5x, un livello molto caro rispetto ai dati storici decennali.
Preferire regioni e paesi che possono garantire una crescita Continuiamo a prediligere le azioni dei mercati emergenti (ME). Nel complesso, traggono vantaggio da una ripresa dei prezzi delle commodity. Ma anche altri fattori stanno sospingendo le azioni dei ME, visto che l’attuale stagione degli utili sta registrando una crescita yoy a doppia cifra. Nell’ambito dei ME, abbiamo una posizione positiva sulla Cina, oltre che su India e Corea del Sud, che rafforza la nostra preferenza per l’Asia rispetto agli altri ME.
Riteniamo che l’Asia possa resistere meglio a un eventuale rialzo dei tassi negli USA a dicembre. Riteniamo che una debolezza sui ME possa essere un’opportunità di acquisto poiché, con ogni probabilità, i fondamentali continueranno a fornire un sostegno per la regione una volta che un rialzo sarà stato assorbito. Nel Regno Unito, i dati economici migliori del previsto e il calo della sterlina dal voto sulla Brexit hanno sostenuto le azioni. A inizio ottobre, abbiamo deciso di modificare il nostro giudizio negativo a neutrale.
L’Australia è un’altra regione che ha tratto vantaggio dalla ripresa dei prezzi delle commodity e che ottiene un ulteriore sostegno dalla sua esposizione verso l’Asia. La Svizzera, un mercato difensivo, potrebbe fornire un riparo qualora il nostro giudizio negativo sulle azioni si manifestasse effettivamente. Abbiamo ancora una predilezione per settori e stili che offrono una solida crescita dei ricavi, come quelli IT, sanitario e «crescita USA».