Bernard (Vontobel): “Euro/dollaro presso sotto la parità”

Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel

Le stime di consenso sulla crescita economica mondiale seguono uno schema ricorrente: durante l’anno le previsioni vengono corrette al ribasso indipendentemente da chi le pubblica, che siano economisti del settore privato o prestigiose istituzioni come il Fondo monetario internazionale (FMI) o l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). E ciò vale soprattutto dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Fedeli a questa regola, le stime sulla crescita economica del 2015 e del 2016 sono state rivedute alla luce della persistente debolezza dei mercati emergenti”. Ad affermarlo è  Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel che tiene inoltre a sottolineare come, nel frattempo, negli Usa il leading indicator sia al momento in fase discendente mentre in Europa lo stesso indicatore sia sostanzialemente stabile mentre in Giappone registra un rialzo.

Negli States, fa inoltre notare lo strategist, c’è una preoccupante divergenza tra il settore manifatturiero (in calo) e quello dei servizi, che invece segue in trend ascendente. Non solo. Altra stranezza, fa notare Bernard, è che il mercato americano, complice l’attendismo della Fed sui tassi, continua a essere interessante mostrando miglioramenti nel mercato del lavoro anche se deve fare i conti con la deflazione. Una situazione che secondo lo strategist si protrarrà almeno fino a quando la Yellen non deciderà di avviare una decisa politica monetaria restrittiva, che dovrebbe essere rimandata alla primavera del 2016.

Di fronte a questo quadro, secondo Bernard il dollaro si rafforzerà, soprattutto contro euro, tanto che nei prossimi mesi stima un target per l’euro/dollaro al di sotto della parità. Dubbioso invece il giudizio sul comparto obbligazionario, che complice il quadro internazionale caratterizzato da tassi tendenti a zero, rimane poco attraente specie se paragonato all’azionario.

Interessante nel dettaglio, a detta di Bernard, l’azionario giapponese, grazie in particolare alla forza delle politiche di corporate governance e alla domanda interna.

In Europa, secondo l’analista, la politica monetaria espansiva sta apportando liquidità al sistema anche se per completare il quadro si evidenzia la necessità di instaurare riforme strutturali in maniera efficace. Ma sull’azionario europeo occorre fare un attento stock picking.