La view di mercato per i prossimi mesi

A cura di Corrado Cantore
In questo un ultimo un weekend di Novembre nella relazione del consueto TK’s Sentiment Outlook settimanale mi trovo quanto mai in linea con quanto emerge dalle riflessioni di Walter Riolfi a pagina 32 de Il sole 24 ore nell’articolo dal titolo L’incerto cammino dei mercati nel 2016 – le stime sugli utili societari, specie negli usa, pescano probabilmente di eccessivo ottimismo “.
Nel corpo dell’articolo Riolfi afferma: “La sensazione è che i mercati siano costretti a navigare a vista il prossimo anno, ancor più di quanto abbiano fatto nei mesi scorsi. E il presentimento è che gli effetti psicologici della politica monetaria, dopo anni di blandizie sulle borse e sui titoli di stato, comincino ad annacquarsi. Tutti gli stimoli monetari fatti vagheggiare in queste ultime settimane dalla BCE, paiono essere già stati scontati e il rischio è semmai quello di una delusione se, giovedì, Mario Draghi si rivelasse esitante.”
Queste osservazioni di Riolfi sono da considerare del tutto coerenti con i due articoli che vi ho sottoposto ieri riguardanti rispettivamente le stime di Amundi e di Goldman Sachs la quale, (non potendo, per suo mestiere, parlare di attese correttive dei mercati azionari -J), si limita molto più diplomaticamente a parlare di una attesa di invarianza del mercato azionario americano nel corso del 2016. A questo riguardo può essere interessante la lettura dell’articolo completo di cui più avanti riporto il link oltre a questo estratto nei termini che seguono:
Perché nel 2016 Wall Street non riuscirà a volare. Proprio come nel 2015 “Déjà vu all over again, già visto dappertutto, di nuovo. Il titolo del report con le attese previsioni di Goldman per il prossimo anno è tutto un programma. Nel senso che fra tredici mesi, alla fine del dicembre 2016, secondo gli analisti della banca d’affari americana l’indice S&P500 si troverà a 2100 punti. Più o meno il livello di adesso, al netto di tutto quello che potrà accadere in termini di volatilità – ossia di oscillazioni – durante l’anno. E più o meno lo stesso livello con cui lo S&P500 ha chiuso il 2014, ovvero 2059 punti.
Insomma Goldman vede una Wall Street bloccata, immobile, incapace per due anni consecutivi di sfondare la linea Maginot dei 2100-2125 punti senza poi ritirarsi sotto i colpi d’artiglieria dei venditori. Ma per quale motivo?”
Quale fase preparatoria del TK’s Sentiment Outlook di questo weekend, ho ritenuto utile riportare qua di seguito alcune riflessioni, o per meglio dire riprendere alcune riflessioni, partendo proprio dalla situazione del mercato azionario americano. Qui potete scaricare tutti i grafici citati nel pezzo.
Come ho ripetutamente portato alla vostra attenzione nei mesi scorsi, ritengo che sul mercato americano continuino ad essere presenti operatori con un orientamento positivo che leggono la fase di consolidamento del primo semestre 2015 come Fase di Accumulazione propedeutica per un successivo rialzo ed operatori con un opposto orientamento negativo, (tra i quali immodestamente anche il sottoscritto), che leggono quella fase di consolidamento del primo semestre 2015 quale Fase di Distribuzione.
La lettura delle osservazioni sviluppate da Goldman Sachs mi portano a ritenere che anche gli strategist di Goldman Sachs siano iscritti a questo secondo partito e che, non potendo fare affermazioni previsionali dai contenuti negativi, si limitano a presagire che difficilmente il mercato americano potrà superare i livelli registrati nel corso del 2015 misurabili, in estrema sintesi, in termini di 2100 punti dell’indice SP 500. (nei miei lavori ho sempre posto come trigger level per mutare questo orientamento il livello di 2130 punti dell’indice SP 500 congiuntamente con il livello di 22500 punti da parte dell’indice Wilshire 5000)
Nelle figure 3-8 ho voluto richiamare alla nostra attenzione la situazione tecnica del mercato azionario americano laddove si osserva l’avvenuto abbandono del canale parabolico di regolare crescita con conseguente formazione dei massimi del 2015 esattamente su un livello di impulsione rialzista pari a 1,618 volte l’onda correttiva 2007 – 2009 sia per l’indice SP 500 di figura 3 sia per l’indice M.S.C.I. Nord America di figura 8. Altri indici, quale il Dow Jones hanno interrotto la loro fase positiva su un livello di impulsione rialzista pari a 1,5 volte l’onda di riferimento e relativa alla fase correttiva 2007 – 2009.
Credo che i queste le osservazioni molto ” terra – terra ” siano ben presenti sui tavoli degli strategist di Goldman Sachs, mentre verosimilmente meno presente è quanto emerge dalla chiave di lettura con la applicazione della Analisi Chartistico Algoritmica la quale evidenzia, a titolo di esempio, per l’indice Wilshire 5000 di figura 6 e per l’indice M.S.C.I. Nord America di figura 7 il riconoscimento da parte del indicatore RSI delle rispettive evolventi paraboliche di resistenza.
Per quanto evidente questo scenario interpretativo, pur in termini molto sintetici del quadro di fondo del mercato americano non può non portare ad una attesa quanto mai prudente circa la sua evoluzione futura che può portarlo a rivedere i massimi attuali tra 12 mesi o (più probabilmente dal mio punto di vista) può portarlo anche in una fase correttiva.
Nella parte terminale dell’articolo riportante gli orientamenti di Goldman Sachs si fa riferimento ad altre previsioni riguardanti il mercato azionario europeo il quale per il quale, cito testualmente: «Le nostre previsioni sull’azionario europeo sono eccitanti», spiega tra gli altri Wahid Chammas, portfolio manager di Janus Capital.
Allo stato delle cose personalmente non vedo nulla di particolarmente eccitante ma nondimeno sussistono elementi di ragionevolezza che possano deporre a favore di un movimento positivo ad inizio anno per il mercato europeo dell’ordine di un 8-8,5% medio. Con un movimento di questa ampiezza, eventualmente favorito da una fase di nuovo indebolimento dell’euro verso le altre monete, l’indice M.S.C.I. Europa di figura 11 potrebbe passare dal livello attuali di 130 punti a 141 livello sul quale ha formato tre precedenti massimi pluriennali (e per questo assai efficaci).
Un movimento positivo di questo genere potrebbe avere una evoluzione assai simile a quella registrata tra 2013 e 2014 da parte del mercato azionario inglese così come si legge in figura 12 nella quale l’indice M.S.C.I. United Kingdom (in un incedere molto faticoso) è tornato più volte a visitare il massimo assoluto che aveva raggiunto nel 2007.
In termini di una considerazione di mero ordine statistico che potrebbe anche qui supportare un movimento positivo di questo tenore nel primo quadrimestre del 2016 emerge da una mera, asettica e a soli fini di statistici, lettura delle variazioni dei principali indici sia nel corso di tutto l’anno sia nel corso del primo quadrimestre degli ultimi 15 anni.
I risultati di questo elaborato sono presentati nelle tavole 5-10. A tal fine e per verificare la potenziale tenuta di questo movimento positivo che potrebbe interessare i mercati europei nel corso del primo quadrimestre 2016 è interessante quanto emerge in tabella 9 che riporta le variazioni dei principali indici nazionali registrati nel corso del primo quadrimestre dal 1999 ad oggi. In tabella si legge come in questi quattro mesi, mediamente negli ultimi 5 anni il mercato azionario italiano abbia registrato progressi tra il 9,4 e il 10% e, leggiamo in tabella 10 come a questi livelli di apprezzamento grosso modo si siano allineati anche il mercato tedesco e il mercato francese.
In conclusione sia da un punto di vista meramente grafico sia da un punto di vista meramente statistico, parrebbe non irragionevole attendersi ad inizio anno 2016, o anche da oggi fino alla festività di San Giuseppe 2016 un movimento positivo di questo tenore medio di un 8 – 8,5% sul fronte dei mercati azionari europei.
Molto importante su questo fronte saranno le dinamiche di carattere macro economico riguardante il mercato cinese, qui non preso in esame, ma più ancora la dinamica del mercato valutario in merito al quale si potrebbe assistere ad un apprezzamento del Dollaro su Euro dell’ordine di un 3% nel caso in cui il mercato internazionale recepisse positivamente le indicazioni programmatiche per il 2016 che il presidente Draghi potrebbe annunciare nell’incontro di giovedì prossimo.
Come descritto nelle diverse figure e in particolar modo in figura 16, il cambio Euro Dollaro si trova su un livello tecnico molto importante e una “anche modesta spintarella ” che potrebbe giungere dalla riunione della BCE potrebbe favorire un apprezzamento del Dollaro da 1,05 all’obiettivo di 1, 02 che è stato posto come obiettivo ormai da molti mesi (anche se per un periodo ritenuto non più significativo).
Staremo a vedere ma anche in base alle considerazioni qui esposte ritengo che permangano tutte le ipotesi per assistere ad una evoluzione generale dei mercati e così come descritto in linea verde sull’indice M.S.C.I. All Country di figura 17 anche se, è ben evidente quanto sia preferibile seguire il “Percorso Volteriano” azzurro che (a mio avviso) descrive “il migliore degli scenari possibili.”
In conclusione leggiamo con assoluta attenzione e rispetto le previsioni formulate da qualificati banche d’affari ma, in base a quanto qui detto, non è per nulla da escludere che in presenza di un movimento stazionario o anche leggermente correttivo del mercato americano si possa assistere ad una crescita del mercato europeo dell’ordine di un 8 – 8,5% nei primi mesi del 2016.
Potrebbe essere una situazione difficile per una allocazione di risorse di lungo periodo ma proficuo per una operazione di trading di breve periodo. In quella circostanza potrebbe essere utile servirsi del nostro software Velum di cui avete una prima immagine in figura 18 e che auspicabilmente prima di Natale verrà presentato e offerto a tutti coloro che manifestano un interesse ad una operativa di trading basata sulla Analisi Chartistica non Lineare.