commento a cura di Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors
Non ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea (BCE) cambi la sua politica monetaria questa settimana, bensì che mantenga una linea d’azione che confermerebbe l’impegno della BCE in un orizzonte a lungo termine sui mercati obbligazionari.
Alla base di questa strategia vi è principalmente la debolezza dell’inflazione dell’Eurozona che, attestandosi secondo le ultime pubblicazioni allo 0,9%, rimane lontana dall’obiettivo a medio termine del 2%. Inoltre, la dinamica di crescita positiva evidenziata dai principali indicatori non è sufficiente a cambiare approccio in modo significativo. In particolare, i numeri circa la creazione di posti di lavoro sono troppo deboli per determinare un incremento salariale sufficiente ad accrescere l’inflazione di base.
In questo contesto, il discorso di Mario Draghi del 19 gennaio deve essere letto alla luce della riunione di politica monetaria che l’ha preceduta: il Governatore confermerà una linea “dovish”, mantenendo aperta la possibilità di ricorrere a qualsiasi opzione la situazione potrebbe rendere necessaria.
Tuttavia, col passare del tempo la politica della BCE si sta avvicinando ai suoi limiti. A nostro avviso, la banca centrale si rifiuterà di superare la soglia del 33% del debito in essere di un paese, ma dall’altro lato è improbabile che nel 2017 vedremo la banca ridurre o arrestare il suo programma di acquisto di asset.