Ieri la Federal Reserve per bocca del suo Presidente, Ben Bernanke (nella foto), ha detto che il credito facile per banche e istituzioni finanziarie proseguirà per tutto il 2009.
La decisione, che sul finale di seduta ha fatto fare un balzo agli indici americani , si spiega con il perdurare della crisi dei muti e la necessità di prolungare il sostegno della Banca Centrale americana verso il sistema finanziario.
Finora questa speciale ancora di salvezza era stata concessa solo a Citigroup e JP Morgan, cui sono seguite altri prestiti facili a Lehman Brothers e Merrill Lynch. Al coro dei consensi intorno alla proposta di Bernake, fa eco Jamie Dimon, Ceo di Jp Morgan e beneficiario di una linea di credito da 29 miliardi di dollari per tenere in vita Bear Stearns.
Il top manager ha confermato che l’atteggiamento della Fed verso il caso BS è stato quello giusto, sottolineando come se si fosse permesso a Bear Stearns di fallire sarebbe stata una catastrofe. Certo il fallimento di Bear avrebbe alimentato il cosiddetto effetto contagio tra i mercati ma è anche vero che parlare di pericolo scampato davanti a migliaia di investitori e dipendenti della banca che si sono visti bruciare in poche ore i risparmi di una vita, risulta un po’ eccessivo.
Dimon aggiunge anche che nessuna banca è troppo grande per fallire. Difficile quindi capire quando il fallimento fa parte delle regole di mercato e quando invece risulta insopportabile al mercato.
Una cosa è sicura, questa sorta di cuscinetto salva crisi renderà meno virtuose banche e investment bank, tutte in coda per rifugiarsi tra le braccia di mamma Fed nei momenti più bui. In attesa della prossima vittima.