Secondo i dati presentati dall’Unione Petrolifera, nel 2014 la bolletta petrolifera pagata dagli italiani è stata pari a 24,9 miliardi di euro, con un risparmio di oltre 5,5 miliardi (o del 18%) rispetto all'anno prima.
IL RISPARMIO – A garantire il risparmio è stato in parte il crollo del prezzo del greggio (-9%) ed in parte la contrazione della domanda (-1,8%). Si tratta della spesa più bassa dal 2009 e il peso sul Pil della fattura petrolifera è inoltre sceso all'1,5% dal 2,1% del periodo 2011-12. Anche la bolletta energetica si è ridotta, portandosi a 44,2 miliardi, con un risparmio di oltre 11,8 miliardi rispetto all'anno precedente (o del 21%). Si tratta della spesa più bassa dal 2005, mentre il peso sul Pil si è ridotto al 2,7% dal 4% precedente.
TREND CONSUMI – A determinare questa riduzione hanno concorso sia i consumi (-3,8%) sia il greggio, mentre il cambio euro-dollaro è rimasto sostanzialmente invariato. Per quanto riguarda le prospettive, l'UP stima che i consumi di energia in Europa al 2030 tenderanno a stabilizzarsi con un mix diverso che premierà il gas naturale, destinato a diventare la prima fonte energetica con un peso del 26-28%, seguito dalle rinnovabili con un peso del 21-27% e dal petrolio, con un peso ridotto al 23-26% dall'attuale 32%.
AUMENTI IN VISTA – Quanto al capitolo carburanti, l'Up vede prezzi ormai sostanzialmente allineati alla media europea, ma resta troppo alto il carico fiscale che si aggira intorno al 60% del prezzo finale”. In sostanza, tra Iva e coperture varie, sono già programmati aumenti fino al 2021 per 3 miliardi, pari a circa 12-14 centesimi al litro”. L'associazione dei produttori di petrolio ha poi scattato una fotografia del settore, sottolineando che restano troppe inefficienze, quanto a numero di strutture ed occorre una razionalizzazione.