Per chi avesse deciso di mettere il Tfr in busta paga, ci sarà ancora da attendere. Per i lavoratori italiani non sarà possibile scegliere di liquidarlo nel mese di marzo, perché manca il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con le istruzioni operative, anche se la legge prevede come periodo oggetto di liquidazione quello che va da marzo 2015 a giugno 2018.
TFR IN BUSTA PAGA – Anche se la Legge di Stabilità 2015 aveva previsto come periodo oggetto di liquidazione quello che va da marzo 2015 a giugno 2018, l'Osservatorio della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha stimato che i tempi non potranno essere rispettati per questioni tecniche. Fatta la domanda e confermati i requisiti (rapporto lavorativo in essere da almeno sei mesi e Tfr non vincolato o ceduto a garanzia di prestiti) infatti, l’erogazione scatta per decreto dalla busta paga del mese successivo all’istanza.
RITARDI – Anche se i dipendenti più zelanti facessero domanda ora compilando il modulo apposito quindi, è impensabile che il tfr sia accreditato già dal mese di marzo. Posto che nel decreto non si precisa alcun termine per l’esercizio dell’opzione si può in ogni caso presumere che la richiesta possa essere fatta anche in seguito ovviamente entro la scadenza della validità fissata al 30 giugno 2018. Inoltre se l’azienda vanta un numero inferiore a 50 addetti ha diritto ad una proroga di altri 50 giorni quindi si arriva a maggio-giugno 2015.