Non si sa ancora precisamente la somma esatta, ma la decisione è stata presa. Secondo quanto riporta il Corriere.it, il salario minimo arriverà anche in Italia.
LA SOGLIA MINIMA – I dettagli saranno definiti in uno dei prossimi decreti attuativi del Jobs act, la riforma del lavoro. Si parla di una quota intorno ai 6,5-7 euro l’ora. I destinatari saranno i lavoratori non regolamentati da un contratto nazionale e – in attesa del loro superamento – i contratti di collaborazione. Sui possibili 7 euro l'ora non bisognerebbe pagare i contributi Inps e Inail, ma si potrebbero pagare le tasse, a patto di superare il tetto degli 8mila euro l'anno, uscendo quindi dalla No tax area
NON SI PARLA DI REDDITO DI CITTADINANZA – Attenzione a non fraintendere: il salario minimo non significa reddito minimo. Come sottolineato dal quotidiano di Via Solferino, il salario minimo è la soglia al di sotto della quale non si può andare quando si paga un dipendente. Si tratta di una misura che non riguarda tutti, ma solo chi lavora. Al contrario, il reddito minimo è una somma che viene garantita per vivere.