Due anni di stipendio e a casa

Uno stipendio e mezzo per ogni anno di lavoro. E un tetto massimo pari a due anni di retribuzione. Sarà questa la regola base per calcolare gli indennizzi dei licenziamenti che riguarderanno i nuovi assunti, e cioè i giovani al primo contratto ma anche chi adesso lavora e cambierà azienda.

LE VARIAZIONI – Sono però tre le variazioni sul tema previste dal primo decreto attuativo del Jobs act, la legge delega approvata due giorni fa dal Parlamento, che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già la prossima settimana. Lo scrive www.corriere.it. Per i licenziamenti economici, quelli legati al cattivo andamento dell’azienda, non sarà più possibile il reintegro nel posto di lavoro, che oggi il giudice può disporre se le motivazioni sono “manifestamente insussistenti”. Si applicherà l’indennizzo base che abbiamo visto prima: uno stipendio e mezzo per anno di lavoro con un tetto di 24 mensilità.

SPARISCE IL REINTEGRO – E riguarderà i licenziamenti non solo individuali ma anche collettivi. Il reintegro, dunque, sparirà anche se saranno violate le procedure di consultazione con i sindacati e i criteri per scegliere chi mandare via, come i carichi di famiglia. Anche in questo caso, però, le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti mentre per i vecchi il reintegro resterà possibile.