Tari, occhio agli aumenti comunali per la tassa sui rifiuti

Dopo il pagamento della Tasi sulla casa, ora è il momento per molti contribuenti italiani sono alle prese con il versamento della Tari, la tassa sui rifiuti. E per molte città italiane ci sono aumenti in vista: Cagliari, Siracusa, Reggio Calabria, Salerno, Napoli, fino a Roma, Perugia e Alessandria sono alcune delle città che pagano di più la Tari.

L’INDAGINE FEDERCONSUMATORI – Secondo l’indagine C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori sui “Servizi e Tariffe Rifiuti” su un campione di 40 città in cui è stata varata la Tari 2014, è emerso che l’aumento medio nel quadriennio 2010-14 è stato del 19,9%, pari a +45 euro (senza considerare nella Tares la componenti servizi indivisibili), a fronte di un’inflazione nazionale nello stesso lasso di tempo dell’8,6% (dato Istat). Ciò significa che l’aumento medio ha superato abbondantemente il doppio dell’inflazione.

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GLI AUMENTI – In particolare, l’incremento rilevato è stato del 160% a Reggio Emilia, del 114% a Livorno e del 100,5% Sanluri. Al contrario risultano invece in calo gli importi a Cremona (-14%), a Verbania (-13%) e Caserta (-11%). Confrontando i dati relativi alla Tari 2014 e alla Tares 2013  (senza considerare la componente servizi indivisibili) emerge un aumento medio dello 0,69% a fronte di un’inflazione tendenziale del +0,1% (dato nazionale Istat a luglio 2014).

TASSA UNICA SENZA TARI – E se la buona notizia sembra essere che dall’anno prossimo scomparirano Imu e Tasi e verrà introdotta dal Governo Renzi una tassa unica sulla casa, va però ricordato che da quest’ultima sarà comunque esclusa la Tari.

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