Jobs Act: il maxi-emendamento spiegato in 8 punti

Con 165 voti a favore, 111 contrari e 2 astenuti, è passata al Senato la fiducia posta dal governo sulla legge delega del Jobs Act, la riforma del lavoro varata dall'esecutivo. Ecco cosa prevede il testo in questi 8 punti.

1. Licenziamenti disciplinari
La riforma dell’articolo 18 arriverà con i decreti. Niente reintegro nei licenziamenti economic sdnza giusta causa. Resta per i discriminatori e i disciplinari.

2. Sgravi per le assunzioni stabili
Il contratto a tempo indeterminato diventa la forma privilegiata per assumere , come stabilisce l’Europa. Sono prev isti sgravi contributivi per le imprese.

3. Addio ai contratti a progetto
Il governo punta a un radicale sfoltimento delle tipologie contrattuali. Saranno cancellati i contratti di collaborazione a progetto. Un lavoro sarà o subordinato oppure autonomo.

4. Contratto a tutele crescenti
Viene introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in base all’anzianità di servizio del lavoratore. Riguarderà i nuovi assunti a aprirà a strada ai ritocchi all’articolo 18

5. Ammortizzatori sociali per tutti
Gli ammortizzatori sociali saranno estesi a tutti i lavoratori indipendentemente deal tipo di azienda e dal rapporto di lavoro. Non ci sarà più la cig per cessazione di attività

6. Estesa la tutela della maternità
La tutela della maternità sarà estesa anche alle lavoratrici senza un contratto di lavoro standard. Le norme per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro riguarderà tutti i lavoratori.

7. Nasce l’Agenzia per l’occupazione
Andranno rafforzate le politiche attive (quelle per favorire l’incrocio tra domanda e offerta) per il lavoro. Per questo verrà costituita l’Agenzia nazionale per l’occupazione.

8. Limitato il demansionamento
L’emendamento approvato ieri limita, rispetto alla precedente versione la possibilità di demansionare il lavoratore in caso di ristrutturazione aziendale. Non sarà ridotta la retribuzione.