ECOBONUS A ELETTRODMESTICI – Un primo via libera è arrivato dall’aula del Senato che ha approvato del governo all'articolo 16 del dl ecobonus che estende ai "grandi elettrodomestici" lo sgravio Irpef del 50% delle spese, entro un limite di 10mila euro, possibile per l'acquisto di mobili legato alla ristrutturazione. Il bonus sarà spalmato in dieci quote annuali. L'agevolazione, che vale solo per chi effettua anche lavori, vale quindi per 10mila euro di spesa che si aggiungono ai 96mila euro del tetto già previsto per gli incentivi. Ora manca l’ok della Camera. Il Corriere della Sera oggi ha ricordato alcune delle agevolazioni in un’infografica.
Sconto del 65% sugli apparecchi a pompa di calore
Permette uno sconto che sugli interventi che portano ad un risparmio energetico negli immobili, anche agli impianti di riscaldamento a pompa di calore. Si tratta di caldaie, destinate alla produzione di acqua calda. Gli apparecchi usufruiscono però fino al 30 giugno della vecchia detrazione del 55%. La nuova sarà valida solo dopo l’approvazione del decreto alla Camera.
Le detrazioni su lavatrici e frigoriferi
Per chi fa lavori di ristrutturazione, detraibili fino a 96mila euro, ci saranno agevolazioni anche per l’acquisto di elettrodomestici di classe A o superiore. Si potrà spendere fino a 10mila euro ulteriori rispetto alla somma certificata per la ristrutturazione, e si potrà usufruire di una detrazione Irpef pari al 50% della cifra da spalmare nei successivi dieci anni.
Imposta più bassa sui cd allegati ai libri scolastici
Una norma a salvaguardia del processo di digitalizzazione delle scuole italiane. “Evitare l’aumento dell’Iva dal 4 al 21%” per i supporti integrativi dei libri scolastici, cioè tutti quei supporti informatici e digitali che dovrebbero integrare i classici testi degli studenti. Dal 2014, invece, i gadget allegati di giornali e riviste non usufruiranno dell’Iva agevolata.
Iva al 10% su bibite e caffè alla macchinetta
L’aggravio dell’Iva previsto per gli alimenti e le bibite venduti con i distributori automatici negli edifici destinati alla collettività non passa dal 4% al 21%, come previsto, ma si ferma al 10%. Qualche spicciolo in più, insomma, per fare merenda in ufficio.