Equitalia, ecco perché c’è lo sconto del 3% sulle cartelle esattoriali

Secondo una recente sentenza, la percentuale di pagamento di una cartella esattoriale da versare come compenso ad Equitalia, il cosiddetto aggio, è un aiuto dello Stato ad un’azienda e proprio per questo motivo vietato dalla Comunità Europea. Le somme non sono dovute: la cartella di pagamento, quindi, va decurtato del 3% in caso di pagamento entro 60 giorni, e del 6% per i pagamenti successivi.

Il contribuente quindi come deve comportarsi? Per ogni singola cartella il contribuente può ricorrere al giudice di pace per chiedere la decurtazione dell’aggio dal totale da pagare. La Cartella, quindi, non viene considerata nulla ma solo scontata della cifra illegittima richiesta. Dal 1 gennaio 2016 l’aggio è stato sostituito dagli oneri di riscossione, importi dovuti per il buon funzionamento nazionale della riscossione dei tributi. Tali importi non finiscono nella casse dell’Erario ma in quelle di Equitalia, che è un’azienda privata, che in questo modo realizza un utile. Il compenso ad Equitalia, per la riscossione dei tributi, però, dovrebbe essere versato dallo Stato e non dal cittadino poiché il servizio favorisce lo Stato e non il contribuente.