Va in archivio con i principali indicatori in crescita il primo semestre del private equity italiano. Secondo lo studio periodico dell’associazione di settore Aifi, la raccolta complessiva (sul mercato e captive, cioè proveniente dalla casa madre) si è attestata a 1,9 miliardi di euro, in crescita del 55% rispetto al primo semestre del 2017.
E’ cresciuto anche il numero degli investimenti, passando da 139 a 150. Dal punto di vista delle dimensioni delle imprese, prevalgono ancora una volta le aziende con meno di 50 milioni di fatturato, che rappresentano il 75% del numero totale (87% nel primo semestre del 2017).
Per quanto concerne la distribuzione settoriale, in termini di numero di operazioni, nel comparto ICT sono stati realizzati 31 deal (19% del totale), nel settore dei beni e servizi industriali 28 (18%), nel medicale 20 (12%).
Escludendo l’attività dei soggetti istituzionali, la raccolta degli operatori privati è stata pari a 1,3 miliardi, contro i 453 milioni del primo semestre del 2017. Gli investitori internazionali hanno pesato sulla raccolta di mercato totale per il 38%, 50% se si escludono gli istituzionali.