Riforma catasto, ecco le modifiche in vista

La tanto attesa riforma del Catasto sarà all’ordine del giorno il prossimo 20 febbraio, quando si riunirà il Consiglio dei ministri. Una volta approvato il decreto dovrà poi ricevere il via libera anche dalle Commissioni parlamentari competenti.

RACCOLTA INFORMAZIONI – Dopo l’iter legislativo la riforma del Catasto entrerà nella fase operativa dove centrale è il passaggio per il calcolo delle rendite catastale da vani a metri quadri. In primo luogo andranno raccolte maggiori informazioni possibili grazie alle compravendite immobiliari, contratti di locazione registrati, ecc. Dopo aver ricavato da rogiti e locazioni un certo numero minimo di immobili-campione per ogni categoria ordinaria e per ogni zona, per ciascun edificio, si applicheranno le “funzioni catastali” statistiche nelle quali inserire le specificità di quella unità.

VALORE CATASTALE – Il risultato ottenuto sarà il valore catastale al metro quadrato, che verrà moltiplicato per la superficie dell'appartamento. Se le planimetrie mancano o sono inadatte, se i Comuni e i singoli proprietari non avranno fornito la metratura scatterà un semplice sistema di trasformazione dei vani in metri quadrati.

EQUITA’ FISCALE – Per i fabbricati cosiddetti “speciali”, come capannoni, impianti, ecc, il valore catastale verrà attribuito a “stima diretta”, e subendo un abbattimento del 20%. La riforma del catasto riguarderà 63 milioni di unità immobiliari e sarà completata nel 2019. Dovrà assicurare una maggiore equità del sistema fiscale senza però aumentare il gettito complessivo delle imposte sugli immobili.