Non c’è un attimo di tregue per i poveri contribuenti costretti a mettere continuamente mano al portafoglio per pagare le tasse sulla casa. Dopo la scadenza della prima rata Tasi il 16 ottobre, infatti, è il turno di Tari, la tassa sui rifiuti e l’Imu sulla seconda casa.
LA DOPPIA SCADENZA – Tasi, Imu e Tari sono i tre tributi che formano l’Imposta unica comunale (Iuc), ma le componenti non si escludono ma si sommano fra loro e, soprattutto, non abrogano o sostituiscono in alcun modo altre imposte locali. E ognuna di esse ha ovviamente applicazione proprie e modalità di calcolo specifiche, pur essendo il Comune di appartenenza l’unico ente a cui confluiscono i versamenti. Il prossimo appuntamento per la fiscalità immobiliare è il 16 dicembre, quando scade sia il saldo della Tasi che l’Imu. Non dimenticando che quest’ultima si paga anche sulla prima casa se è un immobile di pregio, appartenente alle categorie categorie A/1,A/8 e A/9.
MODELLO PRECOMPILATO – A differenza della Tasi e dell’Imu, la Tari arriverà direttamente nelle cassette delle lettere, spedita dal Comune, con il modello F24 precompilato. Il Comune per calcolarla applica una quota fissa alla quale si aggiunge una variabile, in base alla metratura del locale e al numero di persone che ci sono all’interno. E sono gli stessi comuni a decidere una data di scadenza. A Napoli, per esempio, il totale della Tari è stato suddiviso in quattro rate con scadenza 31 ottobre 2014, 31 dicembre 2014, 28 febbraio 2015 e 30 aprile 2015, ma entro il 31 ottobre si può pagare in un’unica soluzione.