IL SETTORE MUTUI – La crisi senza fine del settore immobiliare si sta riflettendo anche su quello, strettamente correlato, dei mutui. Ad aiutare i consumatori concorre notevolmente la rete, con i suoi servizi e le sue risorse. Gli istituti online propongono spesso tassi vantaggiosi e molti portali offrono la possibilità di porre i mutui online più convenienti a confronto fra loro.
LE NOVITA' DEL DECRETO – Se sottoscrivere un mutuo online o tradizionale è pressoché impossibile, numerosi italiani non hanno altra scelta se non quella di optare per la casa in affitto. Il recente decreto sull’Imu ha tra l’altro rivisitato le aliquote precedentemente vigenti per la cedolare secca (nata per far emergere il sommerso nel mercato degli affitti, ndr) e tassazione ordinaria, rendendo il ricorso alla prima decisamente più conveniente.
LE ALIQUOTE – Chi ha sottoscritto un finanziamento bancario per comprare casa, con l'intento di trasformarla in un investimento, dovrebbe così essere incentivato ad affittarla con regolare contratto. Come noto, la cedolare secca sostituisce l'Irpef, le relative addizionali, le imposte di bollo e quelle di registro dovute sul contratto di affitto. Le aliquote previste sono adesso pari al 21% per la generalità dei contratti e al 15% (in precedenza erano al 19%) per i contratti a canone concordato.
LE DETRAZIONI – La detrazione Irpef per chi opta invece per la tassazione ordinaria è passata dal 15% al 5% per i contratti ordinari e dal 40,5% al 33,5% per i contratti a canone concordato, facendo sì che si innescasse il dubbio su quale delle due tipologie di imposizioni (cedolare secca o tassazione ordinaria) fosse più conveniente.
IL VADEMECUM – Il Sole 24 Ore ha deciso di fugare ogni dubbio realizzando un piccolo vademecum sulla maggiore convenienza della cedolare secca. Con un contratto di locazione a canone concordato di 6 mila euro l'anno, la cedolare secca al 15% corrisponde infatti a 900 euro contro i 1140 euro della precedente aliquota, fissata come accennato al 19%.
LA CONVENIENZA – Il ricorso alla tassazione ordinaria (prendendo come riferimento un reddito imponibile di 30 mila euro e un canone di locazione annuo di 9 mila euro) produce invece un risparmio di 924 euro (1350 contro 2274), senza però includere le addizionali (regionale e comunale) e le imposte di registro e di bollo. Le nuove aliquote previste per la cedolare secca risultano dunque più convenienti, anche se va sottolineato come la cedolare si applichi all'intero importo del canone mentre l'Irpef sia invece dovuta al netto degli abbattimenti previsti dalla legge.