EMENDAMENTO RITIRATO – Dietrofront dei democratici sull'Imu. Il Pd ha deciso di ritirare tutti gli emendamenti al decreto legge Imu-Cig riferiti alla prima rata dell'Imu sulla casa. Lo ha annunciato Maino Marchi, primo firmatario dell'emendamento che chiedeva di restringere la platea delle esenzioni per la prima rata Imu agli immobili con rendita catastale inferiore ai 750 euro. L'emendamento aveva destato le critiche del Pdl. Il decreto va convertito entro il 30 ottobre.
COSA PREVEDEVA – Come spiega il sito Immobiliare.it, l’emendamento si proponeva di continuare a far pagare la prima rata Imu ai proprietari degli immobili che abbiano un rendimento catastale superiore a 750 euro. Gli introiti servirebbero a riportare l’Iva dal 22% di nuovo al 21%. La bozza è stata bocciata, insieme a quella che proponeva un’imposta sugli immobili sfitti pari al 50% di Irpef per agevolare imprese e affittuari.
LE STIME DELLA UIL – La Uil ha fornito alcune stime: in Italia le case che superano il tetto massimo di rendita catastale fissato a 750 euro sono oltre 1,7 milioni, di cui più della metà è costituita da villini, che si aggiungono ai quasi 45 mila cittadini che possiedono immobili di lusso. Quindi, in sostanza, a pagare l’Imu rimarrebbero ben oltre 1,75 milioni di italiani. Se le proposte venissero accettate la tassa non verrebbe applicata agli immobili che hanno una metratura inferiore a 170 mq e che sono registrati in classe A/2.