GLI AUMENTI DEI COMUNI – I Comuni avranno la possibilità di innalzare le aliquote della Tasi prima casa (che ha sostituito l'Imu) dall'attuale tetto del 2,5 per mille, fissato dalla legge di Stabilità, al 3 per mille, dunque lo 0,5 in più (la richiesta dell'Anci arrivava fino al 3,5 per mille ed è ancora in corso un braccio di ferro). Mentre per la seconda casa il tetto salirà dall'attuale 10,6 per mille all'11,1 per mille: anche in questo caso mezzo punto (3 per mille per la Tasi e 8,1 per mille per l'Imu che resta in vigore per la seconda abitazione).
LE ALIQUOTE – Il gettito, circa 1,4 miliardi, sarà destinato "prioritariamente" all'aumento delle detrazioni "per le fasce più deboli", ha aggiunto Baretta. Non è escluso, date le ristrettezze dei Comuni, che questi sfruttino al massimo la possibilità di elevare l'aliquota della Tasi: il risultato potrebbe essere con detrazioni minori rispetto alla vecchia Imu che molte famiglie pagheranno quanto e forse più di prima.