La “truffa nella truffa”: ecco il nuovo raggiro da cui difendersi

Il mondo delle truffe non dorme mai e, sopratutto, è sempre fonte di novità. L’ultimo raggiro in ordine di tempo è “la truffa che segue la truffa”, in quanto prende di mira gente che è già stata raggirata. Il meccanismo di imbroglio fa leva sulla voglia delle vittime di recuperare le perdite subite con la precedente truffa del broker.

I malintenzionati ricontattano la persona che hanno già ingannato tramite mail, stavolta fingendosi un’autorità di vigilanza disposta a prestare soccorso. Si spacciano come CySec, Autority di Cipro, Consob, Amf francese o addirittura come Esma, l’autorità europea.

Come smascherare il raggiro? Ci sono alcuni elementi a cui fare attenzione. Primo tra tutti la grammatica, con un testo spesso pieno di errori e inesattezze. Secondo, come è possibile che un’autorità con cui non si ha mai a avuto a che fare abbia i nostri dati? Inoltre, alla mail è allegato un falso documento di presentazione della CySec assieme ad un altrettanto falso contratto di recupero perdite da stipulare sempre con la CySec. Il tutto condito da loghi e firme, per dare una vaga parvenza di serietà. Tra le varie informazioni richieste ci sono anche dati di iscrizione presso le società utilizzate, copia del documento di identità, il conto corrente utilizzato per le operazioni trading, una copia delle ricevute depositi/pagamenti e il numero del conto corrente per deposito del capitale recuperato.

Ma cosa succede se si cade in questo nuovo tranello? La prassi è che dopo pochi giorni si viene raggiunti da una telefonata in cui il sedicente funzionario della CySec annuncia il recupero delle somme perse in precedenza, insieme ad un notevole importo a titolo di danni morali e simili. L’importo è già disponibile per l’invio e bisogna “solo” versare il 4% in anticipo. Il seguito si può ben immaginare: se si effettua il versamento, i truffatori spariscono e con essi la somma inviata.