Mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile?

Al momento di acquistare casa la scelta tra mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile è forse la questione più spinosa. Entrambe le soluzioni presentano i propri vantaggi, ma anche degli svantaggi, motivo per cui occorre riflettere con calma prendendosi tutto il tempo necessario. Il tasso variabile, ad esempio, è sicuramente più conveniente dal punto di vista economico, ma l’importo della rata mensile del mutuo potrebbe sempre subire aumenti più o meno improvvisi in futuro. Per contro, un mutuo a tasso fisso potrà anche essere un po’ meno conveniente, ma permette di pianificare con più sicurezza il proprio investimento grazie ad una rata sempre costante per tutta la durata del rimborso.

MUTUO A TASSO FISSO – Il mutuo a tasso fisso è caratterizzato appunto da una quota di interessi fissa, stabilità nel contratto e uguale per tutto il periodo di ammortamento. Ciò significa che la rata mensile del mutuo sarà sempre costante, senza bruschi rincari a seguito delle oscillazioni dei tassi di interesse. Questa sicurezza, tuttavia, si traduce in una minore convenienza del mutuo a tasso fisso rispetto al mutuo a tasso variabile.

MUTUO A TASSO VARIABILE – La rata mensile di un mutuo a tasso variabile cambia periodicamente seguendo le oscillazioni dell’indice di riferimento, come ad esempio l’Euribor o il tasso della Banca Centrale Europea (BCE). Il mutuo a tasso variabile è senza dubbio più conveniente rispetto a quello fisso, ma occorre sempre tener presente che la rata potrebbe subire anche variazioni al rialzo più o meno improvvise, facendo aumentare anche di molto l’impegno economico mensile.

TASSI DI INTERESSE – Al momento sia l’Euribor che il Tasso BCE sono ai minimi storici. Il secondo è fermo a quota 0,05% da settembre 2014, mentre il primo è addirittura a quota -0,12%, avendo infranto per la prima volta ad agosto la soglia dei decimali. Secondo gli esperti, poi, ci sono tutti i presupposti perché la discesa dei tassi di interesse continui ancora per qualche anno, avvantaggiando chi in passato ha optato per un mutuo a tasso variabile.

COSA SCEGLIERE – Da un punto di vista della convenienza economica, attualmente la scelta migliore rimane il tasso variabile. Quest’ultimo presenta infatti un tasso medio dell’1,2%, mentre il fisso è a quota 2,2%. Se però parliamo in termini di sicurezza e tranquillità futura, approfittare delle condizioni favorevoli del momento per “bloccarle” in un mutuo a tasso fisso è senz’altro un’opzione da considerare, soprattutto se si sta pianificando un investimento a lungo termine (20-30 anni). Una scelta condivisa da molti italiani: nel 2015 circa il 60% di chi ha acceso un nuovo mutuo ha preferito il tasso fisso, facendo così registrare un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, quando il variabile andava per la maggiore. Tantissimi sono stati anche i casi di surroga del mutuo, ovvero di trasferimento del finanziamento presso un altro istituto di credito per passare da un mutuo a tasso variabile ad uno fisso, per assicurarsi condizioni economiche vantaggiose anche per il futuro.