Scambio casa: di cosa si tratta, come funzione e quanto si risparmia

LO HOUSE SWAP – Un semplice baratto, senza scambio di soldi né problemi burocratici. Lo riassume così un articolo di Yahoo! Finanza il cosiddetto house swap, lo scambio di casa, un modo alternativo e low cost di viaggiare, fare vacanza e risparmiare che si sta diffondendo sempre di più. Se a livello globale il fenomeno è ormai famoso in Italia il numero di chi aderisce è più ristretto, circa 5mila persone.

COME FUNZIONA – A organizzare lo swap di case sul mercato italiano, spiega Yahoo! Finanza, sono più frequentemente alcune agenzie (reperibili digitando sui motori di ricerca parole chiave come “scambio casa” o “house swap”) che in cambio di una quota associativa annua che va mediamente dai 30 ai 100 euro, forniscono la garanzia di alloggiare in una casa, nel posto del mondo che si preferisce (a patto che ci siano persone abbonate allo stesso circuito) e nel periodo dell’anno più congeniale. Le tariffe possono salire se i servizi offerti sono maggiori o se si vuole accedere a un circuito di case di lusso.

DATE E DESTINAZIONI – Oltre alle foto dettagliate della vostra casa che volete scambiare, è necessario indicare le date in cui ci si vorrebbe muovere e segnalare le possibili destinazioni. A questo punto, si può caricare il proprio annuncio e mettersi alla ricerca di un partner per il baratto di case. Gli annunci spesso si somigliano. Si cerca un alloggio confortevole e non lontano dal centro: tutto sommato, le pretese non sono alte.

MINI CONTRATTI – C’è anche chi stipula dei mini-contratti privati in cui mettere in chiaro il regolamento dello swap: documenti che, pur non avendo alto valore giuridico, possono essere comunque delle pezze d’appoggio in caso di danni. Anche se, sono pochissimi i casi di danneggiamenti (o di furti) riscontrati. Per maggiore sicurezza, le associazioni che gestiscono i circuiti di “scambisti” propongono anche assicurazioni a copertura di viaggio, salute e servizio di pronto intervento in caso di guasti da riparare. La sicurezza, in ogni caso, non è mai garantita al 100%.