Casa, la deduzione scatta se l’affitto dura almeno 8 anni

Secondo quanto confermato da una circolare dell’Agenzia delle Entrate, chi ha scelto di stipulare un contratto a canone concordato senza modificarne la durata, dai consueti 3 anni più 2 (5 anni totali), complessivamente inferiore agli 8 anni richiesti, non può beneficiare della deduzione del 20% per l’acquisto o la costruzione di abitazioni da affittare per 8 anni a canoni bassi. Stessa durata contrattuale e conferma della deduzione anche per i contratti a canone libero.

QUESTIONE DI DURATA – Secondo quanto previsto dalla norma, infatti, l’unità immobiliare acquistata, ristrutturata o costruita, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, deve essere destinata alla locazione per almeno 8 anni entro “sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione”. Le Entrate considerano rispettato questo requisito nel caso di un contratto a canone concordato con una durata iniziale di 6 anni, considerando che il rinnovo tacito è di 2 anni. Di conseguenza, dovrebbero essere esclusi i contratti a canone concordato con la classica durata minima iniziale di 3 anni, con proroga di 2 anni.

NIENTE VINCOLI CONTRATTUALI – L’Agenzia delle Entrate ha confermato anche che il requisito della destinazione alla locazione per almeno 8 anni può essere rispettato con qualsiasi tipo di contratto di locazione, “ricomprendendo anche le ipotesi in cui il contratto abbia tale periodo di efficacia per effetto di proroghe, previste per legge o concordate tra le parti”. Non vi sono dunque vincoli alla tipologia del contratto di locazione da utilizzare, quest’ultimo può essere ad esempio a canone concordato o a canone libero, a patto che venga rispettato il requisito della durata minima di 8 anni.