La tecnologia applicata alla finanza è uno dei settori a maggiore tasso di sviluppo nel mercato. Al tema ha dedicato un’analisi Massimo Merlino, professore di Finanza per l’Innovazione – Ingegneria Gestionale presso l’Università di San Marino. “Dopo aver disintermediato ogni business, acquistando sul Web dalle scarpe ai viaggi, dalle auto ai mobili, il consumatore 2.0 vuole gestire direttamente dal suo computer i prodotti finanziari che lo
Interessano”, spiega l’esperto. “Più le autorithy di regolazione aggiungono vincoli e ostacoli, più il mercato cerca di liberarsene attraverso le nuove tecnologie di distribuzione”.
Quest’anno gli investimenti in Fintech hanno raggiunto i 12 miliardi di dollari, tra wealth management, prestiti peer to peer e crowdfunding, solo a citare alcune applicazioni. Merlino spiega che è in atto un radicale rinnovamento della Finanza lungo tre linee: “Innanzitutto l’abbattimento dei costi e miglioramento della qualità dei servizi finanziari. Inoltre, le nuove imprese di servizio hanno metodiche più avanzate e intelligenti per monitorare il rischio. Vengono raccolte e analizzate informazioni dalle fonti più disparate per analizzare le piccole imprese che chiedono prestiti, anche nei casi dove i meriti di credito sono stati danneggiati dalla crisi economica. Infine si crea un mercato del credito più stabile: mentre tradizionalmente le banche raccolgono a breve per prestare a lungo, qui gli orizzonti temporali di datori e debitori sono paralleli e le operazioni si chiudono senza rischi di default”.