E’ tempo di tagliare i rami secchi per ripartire. Credit Suisse si appresta a chiudere a Montecarlo, nell’ambito dell’attività di razionalizzazione in atto.
Il gruppo elvetico ha chiuso il terzo trimestre del 2015 con l’utile pre-tasse nel comparto private banking e wealth management in calo del 31% rispetto a dodici mesi prima. Un dato che ha portato i vertici a riconsiderare la rete europea dedicata alla clientela più facoltosa, dopo aver già avviato la ristrutturazione dell’investment bank.
Tidjane Thiam, nominato ceo lo scorso luglio, sta provando a imprimere una sterzata al gruppo, tanto da aver fatto approvare un aumento di capitale da 6 miliardi di euro con l’intento di finanziare la crescita nei settori a maggiore potenziale di crescita, tra cui il wealth managememnt in Asia, abbassando al contempo. il tasso generale di rischio degli investimenti