L’Agenzia delle Entrate ingrana la quarta nelle procedure di accertamento sulle pratiche di “voluntary disclosure”. Lo fa, secondo quanto riferisce oggi “Italia Oggi”, con una circolare interna della Direzione Centrale dell’Agenzia. In essa si raccomanda la massima speditezza nella gestione delle pratiche di voluntary disclosure, inoltre si specifica la possibilità di integrare la documentazione fuori tempo massimo se il contribuente è in buona fede (per esempio perché l’omissione è imputabile a un errore scusabile o a una causa di forza maggiore). La circolare raccomanda anche l’utilizzo massiccio della Pec per le notifiche degli atti. Se una o più annualità regolarizzate chiudono a zero, la notizia di archiviazione potrà essere inserita nell’atto di accertamento relativo a un altro dei periodi di imposta a debito, senza una notifica a se stante. Priorità alle pratiche che presentano un più alto grado di complessità, quelle cioè da cui emergono schemi di evasione particolarmente complessi (con utilizzo di trust o fondazioni estere oppure di veicoli societari) o patrimoni ad alta dinamicità, frequentemente investiti e disinvestiti nel tempo e/o trasferiti da un paese all’altro.
Andrea Giacobino