Più controlli sulle Reti

Con la Comunicazione n.0012130 dell’11 febbraio, la Consob è intervenuta sul tema dei controlli sulle reti di promotori finanziari. Il documento
trae spunto da un’indagine condotta dall’Autorità di Vigilanza sulle procedure interne di monitoraggio condotta presso operatori che operano prevalentemente fuori sede.
Nel nostro sistema, la centralità della figura dei promotori finanziari nella relazione con i clienti degli intermediari che operano fuori sede trova diretta corrispondenza con il regime di responsabilità per l’operato di questi soggetti disegnato dalla normativa di riferimento.

Le responsabilità professionali
Il Tuf, infatti, stabilisce che gli intermediari rispondono nei confronti dei clienti dei danni causati dall’operato dei promotori finanziari di cui si avvalgono, anche quando tali danni siano conseguenza di condotte penalmente rilevanti del promotore finanziario. Si tratta di una forma di responsabilità molto intensa che ha trovato in giurisprudenza un’applicazione rigorosa. L’attività di controllo su questi soggetti assume quindi grande importanza perché, se ben condotta, consente di gestire e mitigare i rischi tipici dell’attività di offerta fuori sede.

Le best practices
La Consob ha quindi individuato alcune best practices in materia di controlli sulle reti di promotori finanziari che gli intermediari dovranno tenere in debita considerazione rivedendo, ove necessario, le procedure attualmente in essere.
Un primo aspetto su cui la Comunicazione si sofferma è l’individuazione dei soggetti deputati a effettuare i controlli. La Consob, naturalmente, menziona le funzioni di controllo di secondo e di terzo livello, ossia la compliance, il risk management e la revisione interna tra le quali dovrà comunque esservi un efficace coordinamento. Non piace, invece, alla Vigilanza il coinvolgimento delle strutture commerciali nei controlli svolti da queste funzioni. Queste strutture, secondo la Vigilanza, possono essere interessate più utilmente nella fase di rimozione di eventuali anomalie.
Si dà poi atto del fatto che un primo monitoraggio sull’attività dei promotori finanziari, soprattutto nelle reti organizzate secondo una struttura piramidale, è demandato alle figure manageriali (area manager, office manager e così via). La soluzione operativa, secondo la Consob, è ammissibile a condizione che questi soggetti siano dotati di opportuni strumenti che consentano l’effettivo svolgimento dei controlli.

Penalità in vista
In quest’ottica, se per l’attività di coordinamento e monitoraggio sia previsto un corrispettivo, la Comunicazione suggerisce l’adozione di meccanismi di penalizzazione (ad esempio forme di decurtazione delle provvigioni) quando non venga condotta in modo diligente.
Un ulteriore presidio è rappresentato dai controlli a distanza da effettuarsi sulla base di indicatori di anomalia. L’efficacia di questa soluzione è direttamente proporzionale al numero di indicatori adottati (che dovrà essere significativo e coprire almeno i rischi di violazione delle regole di condotta, occultamento di perdite, sottrazione di valori della clientela) e alla frequenza degli stessi che dovrà essere almeno settimanale.
Tra le best practices ritenute maggiormente efficaci vi è poi il contatto diretto con la clientela: invio di richieste scritte di conferma del patrimonio o di singole operazioni, visite a campione degli addetti alle funzioni di controllo, forme di contatto telefonico anche da parte di call center, invio di sms a fronte di operazioni disposte dalla clientela. Da utilizzare con cautela le pratiche di domiciliazione della corrispondenza presso gli uffici dei promotori che, ove consentite, devono essere accompagnate da presidi volti ad assicurare che il ritiro della corrispondenza sia davvero effettuato dal cliente.

Ispezioni regolamentate
Da ultimo, ma non per importanza, la Comunicazione fa riferimento agli accertamenti ispettivi presso gli uffici dei promotori (che possono essere programmate o ad evento, nel caso ad esempio di ricezione di reclami) la cui numerosità deve essere calibrata in funzione del complessivo sistema di controlli. Ove quindi l’attività di contatto con la clientela sia particolarmente intensa o si utilizzino numerosi indicatori di anomalia e le verifiche siano frequenti, le ispezioni in loco potranno essere in numero ridotto.
Importante è in ogni caso che si tratti di verifiche a sorpresa, effettuate senza una preventiva comunicazione al promotore finanziario. Solo in questo modo l’Autorità ritiene che questa tipologia di verifica possa avere una qualche efficacia.

Ludovica D’Ostuni