Banche elvetiche in difficoltà

Il momento difficile della finanza elvetica trova conferma nell’indagine annuale realizzata dalla “Fondation Genève Place Financière”. La situazione è “globalmente meno buona” ha affermato una responsabile della Fondazione al Corriere del Ticino, facendo riferimento soprattutto ai grandi istituti, che fanno spesso da apripista per gli altri. Tra gli indicatori, gli oneri salariali sono stabili o in leggero aumento per le piccole banche: l’utile netto di un terzo delle grandi banche è calato tra l’8 e il 14%. Per gli istituti di media grandezza il calo supera addirittura il 15%
Quanto agli attivi in gestione, la fondazione rileva un “passo indietro” rispetto agli anni scorsi, considerando la differenza tra apporti di fondi e prelievi. Gli attivi diminuiscono tra il 3 e il 7% in oltre il 70% delle grandi banche e di un terzo nelle piccole.
Se il contesto del mercato non è facile, a causa dei tassi bassi e del super-franco, non mancano problemi anche di tipo politico, con le discussioni in corso tra la Svizzera e l’Unione Europea: oltre l’80% delle grandi banche e il 53% dei gestori indipendenti afferma che l’assenza di accesso facilitato al mercato finanziario europeo cambierebbe in maniera significativa il loro modello d’affari.