Germania e Francia contro le vendite allo scoperto

No alle vendite allo scoperto di titoli azionari: lo chiedono alla Ue il presidente francese Sarkozy e il cancelliere tedesco Merkel, ripresi dall’agenzia Ansa.

In una lettera al presidente della Commissione Ue Barroso, invitano a considerare di imporre il divieto alle cosiddette “naked short selling” (vendite allo scoperto senza il possesso del titolo) e, visto “il ritorno di una forte volatilità sui mercati”, sollecitano controlli più severi sui credit default swaps, in particolare sui titoli di Stato.

“Considerato che la comunità internazionale è unanimemente impegnata a non lasciare alcun mercato, prodotto, attore o territorio fuori dalla regolamentazione e dalla supervisione, il ritorno di una forte volatilità sui mercati rende necessario valutare attentamente alcune tecniche finanziarie e alcuni prodotti, come le naked short selling ed i credit default swaps”, si legge nella lettera. In particolare, prosegue il testo firmato da Sarkozy e Merkel, per accentuare ulteriormente la lotta alla speculazione sui mercati, “pensiamo che sia imperativo migliorare la trasparenza sulle vendite allo scoperto in azioni e titoli, soprattutto quelli di Stato”. Allo stesso tempo, “il lavoro della Commissione Europea dovrebbe anche estendersi fino alla possibilità di un divieto su scala europea del naked short selling di tutti o alcuni titoli azionari e di Stato, così come di tutti o alcuni naked credit default swaps sui titoli di Stato”. Sarkozy e Merkel chiedono quindi un’accelerazione su questi temi, in modo che si possa arrivare alla presentazione di una regolamentazione comune entro luglio. “Siamo fiduciosi di poter contare sul suo assoluto impegno nell’affrontare queste materie, che sono di cruciale importanza per la stabilità finanziaria nell’Unione Europea”, concludono i due leader rivolgendosi a Barroso.