Isole, traino della ripresa

di Giuseppe De Lucia Lumeno

Riparte l’export italiano nel primo trimestre dell’anno in corso. I dati sulle esportazioni delle regioni diffusi dall’ISTAT segnalano una crescita su base congiunturale del 7,8% nel Mezzogiorno, del 6,8% nel Nord Est, del 4,1% nel Nord Ovest e del 3,1% al Centro.
L’aumento ha riguardato, in particolare, le isole dove si è registrato un vero e proprio boom, con un incremento su base annua del 51,8%, in virtù del forte aumento del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati.
Nel dettaglio, la crescita tendenziale dell’export è stata del 45,4% in Sicilia e del 63% in Sardegna.
Da evidenziare, a livello settoriale, l’incremento riguardante i prodotti agricoli (+37,1% in Sicilia e 53,7% in Sardegna), dei prodotti petroliferi raffinati (+54,7% e +82,4%) e quello dei prodotti dell’estrazione di minerali (+99% e +162%).

In questa fase in cui la maggior parte dei comparti produttivi stanno intensificando la loro propensione all’internazionalizzazione, le Banche Popolari, da sempre vicine alle comunità e al tessuto produttivo, stanno dimostrando, anche durante questa difficile congiuntura, di conoscere e far proprie le esigenze della clientela e di accompagnarla in maniera efficace e responsabile lungo un percorso di ripresa e ad una sempre più consistente apertura ai mercati internazionali.
Infatti, nel mese di marzo 2010, si è registrato un incremento complessivo degli impieghi in Sardegna pari al 7,4% e in Sicilia del 13,6%, dati entrambi nettamente superiori a quello medio nazionale (+2,5%).
In particolare, le aziende delle due isole hanno beneficiato del sostegno offerto dalle banche della Categoria, come evidenzia l’incremento degli impieghi alle imprese in Sardegna (+6,2%) ed in Sicilia (+11,5%).
Da rimarcare, inoltre, come nella regione Sicilia, a differenza della Sardegna, l’incremento dei prestiti abbia fortemente interessato le PMI (+9,1%) per effetto della diversa morfologia del tessuto produttivo.
Il Credito Popolare rappresenta, pertanto, un esempio concreto di come un’efficiente e democratica politica di sostegno alle imprese sia garanzia di stabilità, forza e sviluppo delle comunità, ponendo le basi per una ripresa duratura, in misura tale da assicurare, stabilizzare e rafforzare il tessuto produttivo locale.

Ciò è reso possibile dal fatto che le Banche Popolari sono da sempre in grado di produrre ricchezze sociali e tessere quelle reti di relazioni, orizzontali e verticali, che sono parte integrante della dotazione di capitale della comunità stessa.
La relazione tra banca e impresa non è più, quindi, solo un rapporto “neutro” tra operatori economici con esigenze contrapposte, ma si trasforma in un dialogo costruttivo tra elementi di una trama coesa fondata sulla condivisione di valori ed esperienze comuni.
Grazie a questa filosofia operativa è allora ancor più semplice comprendere perché è la qualità delle relazioni a fare la differenza, migliorando la capacità delle Banche Popolari di comprendere e utilizzare conoscenze accumulate, per ottimizzare l’allocazione del credito, indipendentemente dalle fasi espansive o recessive del ciclo economico.

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