Banche, in arrivo nuovi stress test

Molti addetti ai lavori giudicano gli stress test come una sorta di “gioco”, poco rigoroso dal punto di vista di un’analisi concreta sulla solvibilità di un istituto (anche perché ampiamente annunciati di volta in volta). Fatto sta che i piani alti dell’economia internazionale sembrano essere sempre più convinti dell’utilità di questo strumento di verifica. A darne riprova è direttamente Olli Rehn in un’intervista a Bloomberg, ripresa dall’agenzia AdnKronos in cui afferma che la Ue sta valutando a quali intervalli ripetere le verifiche sulla solidità degli istituti.

Ne parlerò con i ministri delle finanze” nella riunione del prossimo 7 settembre ha affermato Rehn, che ha definito gli stress test come quello condotto nelle scorse settimane su 91 istituti europei “uno strumento molto utile per rafforzare la fiducia, grazie alla sua trasparenza e alla solidità dell’analisi”. In un commento scritto per il Wall street Journal, poi, lo stesso Rehn commenta con favore l’evoluzione fiscale in Grecia, osservando che “Atene ha dimostrano che i critici si sbagliavano”.

Per il commissario finlandese “l’ambizioso programma” varato dalle autorità greche con l’appoggio di Ue, Bce e Fmi “sta contribuendo alla stabilità macroeconomica e dei conti pubblici, con una crescità più forte ed equilibrata nel medio termine”. “Per evitare simili crisi in futuro» tuttavia, Rehn sottolinea l«importanza delle proposte della Commissione” per rafforzare in modo sostanziale il controllo preventivo e correttivo dei conti pubblici a livello europeo”.Il commissario agli Affari Economici preannuncia pertanto l’intenzione “di presentare un pacchetto legislativo sulla riforma della governance entro la fine di settembre”. E’ proprio vero, gli esami non finiscono mai.