Risparmio gestito – Valore corporate

Nel reddito fisso e a livello globale, le obbligazioni societarie ad alto rendimento hanno continuato a guidare il settore del fixed income durante tutto il 2010, superando tutti gli altri comparti principali del settore dopo aver sovraperformato nel 2009. Pur considerando questi forti guadagni, Western Asset è convinta che questa tipologia  di asset offra ancora delle interessanti opportunità d’investimento per l’anno che sta iniziando, anche se dietro ai guadagni in parte ci saranno probabilmente altri fattori rispetto a quelli prevalsi negli ultimi due anni. Ecco il motivo: se nel 2009-2010 il principale volano dei profitti resi da questi titoli è stato l’apprezzamento del capitale in una vasta gamma trasversale di settori e di livelli di qualità, nell’anno in corso è probabile che la selezione delle emissioni da parte dei manager e il reddito diventino più importanti. I titoli obbligazionari societari ad alto rendimento si presentano interessanti anche per quegli investitori preoccupati per gli sviluppi nei rendimenti dei titoli di Stato e sul fronte dell’inflazione.

L’interessante livello dei rendimenti – del reddito – unito a un potenziale per ulteriori riduzioni dei differenziali in certi specifici settori ed emissioni dovrebbero continuare ad attrarre gli investitori verso l’alto rendimento. Al 31 dicembre 2010, globalmente, le obbligazioni societarie ad alto rendimento stavano rendendo, per esempio, circa l’8%. I fondamentali societari, nel frattempo, continuano a migliorare; le condizioni dell’offerta e della domanda del mercato dei titoli high yield stanno ancora fornendo un buon supporto e le valutazioni, in un contesto storico, continuano a essere interessanti. Anche se negli ultimi due anni gli spread si sono ridotti significativamente, essi rappresentano ancora una parte consistente del rendimento totale (alla fine del 2010 circa il 70% del totale del rendimento complessivo era imputabile allo spread). Attestandosi a 540 punti base alla fine del 2010, gli spread delle corporate ad alto rendimento Usa, si collocavano, per esempio ben al di sopra della loro media a lungo termine che è di circa 400 punti base.

I fondamentali del credito hanno mantenuto la tendenza al miglioramento per una vasta gamma trasversale di società emittenti. Questo trend dovrebbe protrarsi nel prossimo futuro, in quanto la crescita economica positiva sosterrà i profitti delle aziende e aiuterà le imprese che volessero a rientrare sul debito. Difatti, sono sempre più numerosi i giudizi positivi attribuiti dalle agenzie di rating a mano a mano che queste prendono atto dei miglioramenti della qualità del credito di molte società emittenti e la nostra previsione è che questa ricategorizzazione della qualità del credito si intensificherà. Al tempo stesso, i tassi di fallimento, scesi consistentemente, dovrebbero continuare a diminuire e restare bassi per un po’. Questo punto di vista è corroborato da diversi fattori, incluso un migliore ambiente economico generale e il fatto che questa classe di asset non includa più i partecipanti più deboli dal 2009. Se per i titoli azionari la lentezza di questi miglioramenti rappresenta una difficoltà, per il credito esso è invece favorevole perché incoraggia le società a mantenere una gestione equilibrata dei bilanci. Difatti, oggi il mercato dell’alto rendimento è molto migliorato per quanto attiene la qualità delle emittenti. Quelle attuali sono società sopravvissute alla crisi finanziaria che hanno subito una ristrutturazione, il che ha migliorato considerevolmente il loro profilo finanziario, grazie, tra le altre cose, a una liquidità maggiore e a un indebitamento che è stato ridotto.

Oltre alle prospettive di rendimenti interessanti in un ambiente del mercato obbligazionario generale nel quale i rendimenti sono prevalentemente bassi, i titoli ad alto rendimento dovrebbero attrarre anche gli investitori che continuano a essere preoccupati per un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e per l’inflazione. Ciò è diventato evidente nel mese di dicembre con la svendita dei principali titoli obbligazionari di Stato USA, mentre a livello globale quelli ad alto rendimento registravano dei guadagni significativi.