Risparmio gestito – L’asset allocation di Carmignac

Il tema del miglioramento del tenore di vita nei paesi emergenti è stato rafforzato
Dopo un trimestre indubbiamente difficile per l’universo emergente, intendiamo approfittare delle opportunità create dalla sottoperformance della borsa cinese negli ultimi mesi in questo settore, mentre stimiamo che la fine della fase di inasprimento monetario sia vicina. Il tema del miglioramento del tenore di vita nei paesi emergenti è stato così leggermente rafforzato, dal 33,4% del trimestre precedente al 34,1% del patrimonio di Carmignac Investissement. I principali acquisti hanno interessato i titoli finanziari cinesi in portafoglio: China Life Insurance, Industrial and Commercial Bank of China e China Construction Bank. Abbiamo invece ridotto le ponderazioni dei nostri due mercati più vulnerabili a quotazioni del greggio elevati, ossia India e Turchia, liquidando Bahrat Heavy e Garanti Bankasi.

Abbiamo effettuato prese di profitto nel settore delle materie prime
Abbiamo effettuato alcune prese di profitto nel settore delle materie prime, riducendone la ponderazione dal 12,4% al 9,3% del patrimonio di Carmignac Investissement. Il rialzo delle quotazioni del petrolio, unitamente alla prospettiva della fine del QE2, ci ha indotto a ridimensionare le posizioni più vulnerabili ad un cambiamento congiunturale che si aggiunge ad una riduzione, anche modesta, della liquidità. Non intendiamo tuttavia abbandonare completamente il settore, in quanto esso risulta strategico per la crescita dell’universo emergente.

La nostra ponderazione nel settore dell’energia è rimasta stabile

Con il 15,6% del patrimonio di Carmignac Investissement, il tema dell’energia è rimasto stabile. La crescita del fabbisogno di energie fossili e gli ostacoli all’incremento della produzione nel lungo periodo sono tendenze persistenti. All’indomani della catastrofe di Fukushima, abbiamo aperto una posizione in Woodside Petroleum, produttore di gas australiano che dovrebbe beneficiare di un prevedibile forte aumento delle importazioni nipponiche di gas, e in Uranium One, gruppo minerario promettente la cui quotazione è stata oggetto di liquidazioni, a nostro avviso, eccessive. Abbiamo invece realizzato prese di profitto su quasi tutti i nostri titoli del settore dei servizi petroliferi (Schlumberger, National Oilwell, Transocean) ma anche sul produttore Anadarko dopo il brillante recupero conseguente alla catastrofe di Macondo.

Di fronte alle disfunzioni monetarie, le nostre posizioni aurifere mantengono il loro status di titoli rifugio

La ponderazione delle miniere d’oro è diminuita dell’1%, passando dal 12,3% all’11,3% del patrimonio di Carmignac Investissement. Rimaniamo fiduciosi su questo tema, che rimane più che mai un rifugio a fronte di disfunzioni monetarie e problematiche sul debito sovrano che si stanno man mano ampliando.

Il tema della crescita statunitense è stato ridotto

Al fine di rimanere in linea con il nostro scenario di un futuro rallentamento congiunturale, il tema della crescita statunitense è stato ridotto al 6,1% del patrimonio di Carmignac Investissement, principalmente attraverso il ridimensionamento dei titoli bancari in portafoglio (Citigroup e Mastercard). Inoltre, la ponderazione del tema dell’innovazione è aumentata al 15,1%, mentre quella dei titoli difensivi è rimasta stabile (4,9%).

Abbiamo ridotto l’esposizione al cambio dollaro

La nostra gestione di allocazione valutaria ci ha indotto a coprire parzialmente i nostri investimenti in dollari (52%, comprese le valute assimilate) nel fondo Carmignac Investissement. Alla luce dei fattori antagonisti che pesano sulla parità euro/dollaro, continuiamo tuttavia a monitorare molto attentamente quelli in grado di determinare un’inversione del trend rialzista sull’euro.