Avvio incerto per piazza Affari nell’ultima seduta della settimana, che dovrebbe configurarsi come una giornata piuttosto tranquilla dopo le notizie positive dei giorni scorsi sul fronte greco. Gli indici del listino milanese sono partiti in lieve rialzo, per poi rintracciare leggermente al di sotto della parità, con il Ftse Mib che perde nei primi minuti di contrattazioni lo 0,29% e l’All Share lo 0,25%.
“Con il voto greco alle spalle e il secondo pacchetto di quantative easing degli Stati Uniti ufficialmente concluso, tutti gli occhi saranno di nuovo per l’economia”, ha detto Yelena Shulyatyeva, economista di Bnp Paribas.
Attenzione sempre alta sul comparto finanziario, con le banche che ieri hanno proseguito nel recupero già iniziato di mercoledì. Focus in particolare su Mps (+2,87%), che nell’ultimo giorno di trattazione dei diritti dell’aumento di capitale potrebbe presentare una certa volatilità. Mentre Generali (+0,34%) beneficia delle notizie apparse sulla stampa circa l’imminente accordo con la banca russa Vtb, atteso entro l’estate. L’idea di Trieste sarebbe quella di stringere una joint venture tra Generali Ppf e la Vtb, in cui i russi avrebbero il 49%.
Da seguire poi Fonsai (-1,54%), che dopo il balzo di mercoledì ieri ha vissuto una giornata all’insegna della volatilità per chiudere con un rialzo dello 0,81%. “A fine aumento sarà interessante capire quanto il fondo di matrice anglosassone di cui si parla in questi giorni avrà nel capitale”, ha commentato un gestore.
Tra i media Mediaset (+1,05%) sembra ignorare il taglio di target price ricevuto da Citigroup, che ha portato il prezzo obiettivo da 3,8 a 2,7 euro con rating sell, mentre tra le utility riflettori accesi su Edison (+0,11%). Secondo indiscrezioni di stampa il d.g. di A2A, Renato Ravanelli, avrebbe dato il via libera negli ultimi giorni a un round di consultazioni con i grandi soci per concordare una strategia da adottare nel negoziato con EdF.
Da monitorare infine Cir (+0,58%), in scia alle indiscrezioni che vogliono il socio della controllata Sorgenia Verbund pronto a rafforzarsi in Italia. L’ipotesi è che gli austriaci possano acquistare il 52% di Sorgenia (al momento detengono il 45%).