S&P declassa l’Italia, il debito pubblico è troppo elevato

Standard and Poor’s abbatte la sua scure sull’Italia mentre i principali listini europei chiudono la seduta in rosso frenati da nuovi timori sulla tenuta della Grecia. Mentre tutti gli occhi erano puntati su Moody’s – che giorni fa ha rinviato la sua decisione sul nostro paese – S&P ha deciso a sorpresa di tagliare il rating sulla capacità dello Stato di far fronte all’elevatissimo debito pubblico.

Una crescita economica sempre più debole e una situazione di incertezza politica, ha spiegato l’agenzia, ostacolano la ripresa. In particolare il rating di lungo termine è stato abbassato da A+ ad A, ma con outlook negativo, a significare che in futuro la valutazione potrà essere tagliato ulteriormente.

Anche perchè le previsioni per il debito sono decisamente peggiorate e il picco – atteso più in là nel tempo – raggiungerà secondo gli esperti un livello ancora più elevato del previsto. Nel rapporto di Standard and Poor’s non si usano mezzi termini: “La fragilità della coalizione di governo in Italia limita la capacità di risposta dello Stato” nell’affrontare una crisi economica e finanziaria che sta colpendo il nostro Paese come altri dell’Eurozona, osserva l’agenzia di rating.

E i vari tentativi che hanno caratterizzato la messa a punto da parte del governo Berlusconi della manovra “lacrime e sangue” da 60 miliardi di euro lasciano intravedere come non sarà per nulla facile attuare in maniera efficace il programma di consolidamento di bilancio. Intanto ieri piazza Affari ha chiuso di nuovo in forte calo, con l’indice Ftse Mib che ha segnato una perdita finale del 3,17% a 14.086 punti e l’All Share un ribasso del 3,11% a quota 14.968.

Tra i titoli principali il peggiore è stato nettamente quello di Finmeccanica, che ha ceduto l’8,63% a 5,18 euro tra il nervosismo per le inchieste in corso. Nel comparto finanziario e del credito il titolo più pesante è stato quello di Intesa SanPaolo, che ha perso il 4,11%, seguito da Generali, che ha segnato un ribasso finale del 3,57%.

Tra le banche ha tentato di contenere il calo Unicredit (-1,32% a 0,71 euro) mentre il Banco popolare ha chiuso in positivo dell’1,53%. Ma la pioggia di vendite ha colpito anche altri listini, come Londra (-2,03%), Parigi (-3%), Francoforte (-2,83%), Madrid (-1,98%), Amsterdam (-2,52%) e Stoccolma (-3,42%): secondo gli operatori, il nervosismo viene ancora dal caso Grecia, che appare sempre più complicato da risolvere, con il ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani e spagnoli.