Famiglie italiane in fuga dalla Borsa

Sempre meno famiglie investono in Borsa. Nel corso del 2011, in un contesto economico difficile segnato dalla crisi finanziaria, la percentuale di famigile che investono in strumenti finanziari rischiosi come bond, azioni, risparmio gestito, polizze vita, è diminuita di 3 punti percentuale, attestandosi al 17% dal 20% circa dell’anno precedente. A delineare il quadro la relazione annuale della Consob, su elaborazione di dati Gfk Eurisko su un campione di 2.500 famiglie.

In particolare la percentuale degli investitori retail che detengono prodotti del risparmio gestito è passata dall’11% al 9%, mentre la quota di famiglie che possiedono azioni o bond è scesa dal 16% al 14%. In flessione di circa un punto percentuale anche la quota delle famiglie che possiedono Titoli di Stato (dal 13,5% al 12,6%). Cresce di circa due punti percentuali, invece, il peso degli investimenti in depositi e risparmio postale. Complice anche un servizio di consulenza finanziaria poco diffusa, rimane stabile il numero di colori (25% del totale) che dichiarano di prendere le proprie decisioni di investimento senza alcun supporto da parte di intermediari finanziari.