SocGen: banche italiane meglio di quelle spagnole

Société Générale fa il punto della situazione sul comparto bancario italiano dopo i conti del primo trimestre, mettendo in risalto gli obiettivi raggiunti, ma anche alcune zone d’ombra. Da una parte, sottolineano gli esperti della banca francese, “la riduzione dei crediti e i deflussi dai depositi hanno rallentato rispetto all’ultimo scorcio del 2011, la struttura patrimoniale si è rafforzata e gli utili hanno raggiunto livelli che non si vedevano dal primo trimestre del 2010”; dall’altra, “gli acquisti di titoli di Stato italiani sono stati massicci, l’asset quality è peggiorata e i ricavi hanno sofferto la discesa dell’Euribor”.

L’istituto francese scrive poi che i soldi presi dalle aste Ltro della Bce sono stati utilizzati per “necessità di funding e acquisti di bond governativi, che hanno aumentato l’esposizione delle banche italiane dal 160% al 167% del loro tangible equity”. “Ora che i fondi presi dalle Ltro sono stati utilizzati, gli istituti hanno una capacità limitata per continuare ad acquistare titoli di Stato”, spiega Societe Generale, che mantiene la sua visione neutrale sul comparto bancario italiano, “che resta relativamente meno rischioso di quello spagnolo, alle prese con il problema dei deflussi dai depositi e dell’esposizione al comparto immobiliare”. SocGen continua a preferire Unicredit, su cui ha un giudizio buy, a Intesa, sulla quale ha abbassato il suo rating a sell da hold. Di recente ha alzato il giudizio su Banco Popolare e Ubi Banca a hold da sell. Confermata, invece, la raccomandazione di vendita (sell) sul titolo Monte dei Paschi.